fbpx

Il 41,3% della popolazione ha un finanziamento attivo. È il 4,8% in più del 2019. Scende l’importo della rata. Con differenze tra regione e regione

Le famiglie italiane sono tornate a indebitarsi. Dagli ultimi dati pubblicati dal sistema di informazioni creditizie Eurisc (Crif), emerge infatti che il 41,3% della popolazione maggiorenne residente in Italia ha almeno un finanziamento attivo, con una crescita del 4,8% rispetto ad un anno fa.

Le ragioni di questo incremento possono essere diverse: dall’opportunità di aprire un prestito a tassi molto agevolati dato il basso costo del denaro e le buone condizioni contrattuali proposte dai vari enti finanziatori, alla maggior quota di chi chiede prestiti anche per spese di entità inferiore. Se infatti il numero di quanti chiedono un prestito è aumentato, a scendere è la rata media mensile: 333 euro (-3,2% rispetto a un anno fa). Non solo: scende anche l’esposizione residua ovvero la somma degli importi ancora da rimborsare per estinguere i contratti in essere: in media ammonta a 32.253 euro (-2,5% rispetto a un anno fa).

“Entrambi questi indicatori risultano in contrazione non solo per il calo dei tassi e per la tendenza a privilegiare piani di rimborso più lunghi rispetto al passato, ma anche per la minore incidenza dei mutui all’interno del portafoglio delle famiglie, che rappresentano il 21,4% sul totale dei finanziamenti attivi” si legge nella nota di Crif.

Insomma, sempre meno finanziamenti a lungo termine, sempre più richiesta di prestiti finalizzati

all’acquisto di beni e servizi (auto, moto, elettronica ed elettrodomestici, articoli di arredamento, viaggi) pari al 46,2% del totale, a cui fanno seguito i prestiti personali, che vantano una incidenza del 32,8%.

È evidente che la scelta su se e quanto indebitarsi dipende da tanti fattori economici e sociali tra cui la propensione a fare ricorso al credito per comprare una casa o per spese più quotidiane, la capacità reddituale e di risparmio delle famiglie, la diversa intensità della ripresa dei consumi e del mercato immobiliare, la maggiore abitudine a rivolgersi a parenti o amici per pianificare gli acquisti. Per tutta questa serie di motivi, il panorama dell’indebitamento in Italia è molto variegato.

A indebitarsi di più sono i toscani (46,5% del totale della regione) seguiti dai friulani (44,9% del totale), sardi e laziali (entrambi con il 44,7%) e piemontesi (il 43,6%).

All’opposto i trentini, nella cui regione solamente il 21,6% della popolazione risulta avere un finanziamento acceso, i lucani (con il 33,2%) e i molisani (con il 35,5%).

Allo stesso tempo nel primo semestre 2020 le regioni in cui i cittadini ogni mese sostengono la rata media più elevata sono il Trentino-Alto Adige con 432 Euro, il Veneto e la Lombardia (entrambe con 377 Euro). Seguono l’Emilia-Romagna e la Toscana, rispettivamente con 358 e 349 Euro.

Il motivo è presto detto: in queste regioni è molto alta l’incidenza dei mutui, che hanno ovviamente importi (e rate) più alte da rimborsare. Inoltre, in queste regioni il reddito disponibile risulta tendenzialmente più elevato e, di conseguenza, i consumatori possono permettersi di rimborsare una rata mediamente più alta.

Non è un caso infatti che al Sud e nelle Isole si trovano le rate mensili più leggere, dai 277 euro di Sardegna e Calabria ai 294 euro della Sicilia.

This div height required for enabling the sticky sidebar
Ad Clicks :Ad Views : Ad Clicks :Ad Views : Ad Clicks :Ad Views :