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A quanto ammonta il patrimonio di Lapo Elkann?

La royal family, o il poco che ne resta, perde la sua regina. Marella dei principi Caracciolo di Castagneto e di Melito, vedova di Gianni Agnelli, è morta per una crisi respiratoriaa villa Frescot, la residenza dove ha vissuto accanto al marito fino alla morte di lui, nel gennaio 2003. A maggio avrebbe compiuto 92 anni. I funerali si svolsero a Torino. E dopo la morte la successione dei nonni Gianni Agnelli e Marella hanno lasciato uno spaventoso patrimonio ai nipoti, compreso Lapo Edoard Elkann.

Il patrimonio

Prima di tutto Villar Perosa, il simbolo della ex dinastia. Poi Villa Frescot, in collina a Torino – la residenza di Gianni Agnelli e in cui abita John Elkann con la sua famiglia (senza avere mai chiesto il permesso a sua madre). Quindi Villa Sole, poco lontano da Frescot, dove il padre aveva concesso di vivere al figlio Edoardo, pur senza intestargliela. Nello stesso perimetro c’ è la lussuosa Villa Bona, una seconda residenza a poco a poco divenuta un elegantissimo pied-à-terre dell’ Avvocato, progettato dall’ architetto Amedeo Albertini e realizzato con immense pareti di vetro. Il quinto immobile è a Roma, all’ ultimo piano di Palazzo Carandini in via XXIV maggio, di fronte al Quirinale.

Lapo e famiglia sono anche proprietari della preziosa collezione di 115 quadri, il cui elenco dettagliato fa parte dell’ Accordo transattivo stipulato tra madre e figlia a Ginevra nel febbraio 2004 e che comprende tre Picasso, sei Paul Klee, un Goya, quattro Klimt, cinque Schiele. A Margherita erano già stati consegnati altri 114 quadri (più 41 in deposito a Villa Frescot). Bisognerà vedere a chi andranno altri 37 quadri di cui era piena proprietaria Marella. Il valore totale della collezione nel 2004 venne stimato, al ribasso, quasi 213 milioni da David Somerset, undicesimo Duca di Beaufort, allora titolare della Marlborough Gallery di Londra.

L’eredità del Nonno Gianni e di Nonna Marella

Secondo alcune fonti, il patrimonio di cui disponeva Marella era immenso: 5,8 miliardi di euro (secondo i «Panama Papers») più 9,2 miliardi di euro in oro. Si tratterebbe dell’«oro del Senatore», quello che Gianni Agnelli avrebbe ricevuto nel 1945 alla morte di suo nonno, e che riguardava i profitti derivanti dalle forniture Fiat per la prima e la seconda guerra mondiale. Questo presunto deposito in lingotti ammonterebbe 138 tonnellate con un volume di 71.254 litri. Tale oro, dopo essere spostato da Basilea, sarebbe nel Free Port dell’ aeroporto di Cointrin a Ginevra.

Gli altri asset

Oltre a case, ville, oro, quadri e preziosi Lapo è anche azionista di Exor, la cassaforte della Famiglia. Una azienda che fattura oltre 140 miliardi l’anno. Per dare una idea Nike fattura 30 miliardi, Poste Italiane poco più di 10 miliardi, la più grande banca italiana Intesa non arriva a 20. Gli asset di Exor (investimenti, partecipazioni [….]) vengono valutati sul mercato intorno ai 25 miliardi euro. Da sempre la famiglia Agnelli attenta alla privacy cerca di non pubblicizzare le proprie ricchezze.

Lapo Elkann insieme alla sua famiglia ha un patrimonio multi-miliardario

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