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Dopo 43 anni, ci sarebbe una nuova svolta nel caso della scomparsa del piccolo Mauro Romano.

Si è arrivati all’identificazione di un presunto sequestratore: un amico di famiglia, di circa 70 anni, che il piccolo conosceva bene, tanto da salire sull’auto dell’uomo (che all’epoca era giovane) e fidarsi di lui.

Arrestato in passato un altro presunto aggressore

Non si tratterebbe dell’uomo che, qualche mese fa, era stato arrestato, per presunta violenza su minori. Anch’egli era un individuo di 70 anni che, secondo le indagini, avrebbe abusato di diversi minori in un casolare di Taviano, nel leccese.

Nei giorni successivi al sequestro, la famiglia ricevette alcune telefonate anonime, in cui una voce diceva che, per rivedere il bambino, avrebbero dovuto versare 30 milioni di vecchie lire. A quanto pare, sarebbe stato proprio il 70enne, precedentemente arrestato, a fare queste telefonate.

La scomparsa di Mauro Romano

Mauro Romano scomparve nel nulla 43 anni fa: aveva 6 anni ed i suoi genitori, Natale e Bianca Colaianni, l’hanno cercato disperatamente. È stata la sua famiglia, ora, a chiedere la riapertura del caso, finché la procura di Lecce non ha acconsentito.

Ad occuparsi delle indagini è la Pm, Stefania Minimi.

Mauro lo chiamava “zio”

L’aggressore era ben conosciuto dai genitori di Mauro. Per il piccolo lui era “lo zio”, una figura fidata, tra le cui braccia si sentiva al sicuro. Secondo le indagini, l’uomo fece salire il bimbo sul suo Apecar, per poi portarlo via. 

Mauro Romano, interrogati amici e parenti

Individuare l’identità del presunto rapitore non è stato facile: le indagini si sono concentrate sulle testimonianze di tutti coloro che erano vicini alla famiglia, finché uno dei familiari ha rilasciato alcune dichiarazioni, che avrebbero convinto gli inquirenti a concentrare i loro sospetti sull’amico di famiglia.

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