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È scoppiata una rumorosa bufera per la serata di Andrea Damante in un locale della provincia di Alba Adriatica (Teramo). Folla e niente mascherine, nonostante le norme anti-Coronavirus per un evento che, il 4 luglio scorso, secondo quanto emerso, avrebbe visto radunarsi centinaia di persone. Il fidanzato di Giulia De Lellis avrebbe postato le foto sui social (attualmente assenti) dando vita a un’ondata di polemiche, come riporta TgCom24, che cita il quotidiano Il Centro.

Andrea Damante, bufera per la serata tra la folla

Il nome di Andrea Damante al centro della bufera, e non per questioni legate alla sua ormai ampiamente discussa storia d’amore con Giulia De Lellis.

Secondo quanto riportato da numerose testate, tra cui TgCom24 e Huffington Post, il producer avrebbe scatenato un’ondata di polemiche con la pubblicazione di alcuni scatti della sua serata, in veste di dj, in una nota discoteca di Alba Adriatica, il 4 luglio scorso.

Le immagini, poi rilanciate dai giornali, documentano la presenza dell’ex volto di Uomini e Donne davanti a una folla di centinaia persone (il quotidiano Il Centro scrive oltre 2mila).

Il punto è che, secondo quanto riportato, non sarebbero state rispettate le norme di sicurezza anti-Covid (l’uso delle mascherine e il distanziamento sociale), al punto che, oltre ai commenti indignati di tanti utenti, si sarebbe materializzata una sanzione per il locale (si parla di una multa, ma anche di una chiusura di 5 giorni, per violazione dei divieti di assembramento).

La polemica sui social

Sui social sarebbe esplosa una polemica, proprio sul rispetto dei protocolli di sicurezza e sulla serata in questione, alla quale avrebbero preso parte tantissimi giovani.

Il profilo Instagram di Andrea Damante non riporta le immagini della discordia, ma alcuni commenti dei follower richiamano la vicenda: “Pensa di non far chiudere i locali – scrive un utente rivolgendosi a Damante – che,se si continua così, a ottobre chiudiamo del tutto… allora vediamo…“.

Ma c’è anche chi difende il fidanzato di Giulia De Lellis, “sollevandolo” dalle accuse di avere una responsabilità nell’epilogo della questione: “La colpa non è sua. La colpa è di chi gestisce il locale e non fa rispettare le misure di sicurezza (…)“.

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