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C’è stata la svolta storica nel caso dei Marò, arrestati in India nel 2012 per la morte di due pescatori locali. Il Tribunale dell’Aja si è espresso sulla responsabilità del processo a Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. I diretti interessati hanno commentato a caldo la notizia, con dichiarazioni fornite all’Adnkronos.

I Marò saranno processati in Italia

Il Tribunale dell’Aja si è espresso: Latorre e Girone verranno processati, in Italia. I 2 Marò, al centro del controverso caso internazionale dell’Enrica Lexie, il 15 febbraio 2012 avrebbero ucciso 2 pescatori indiani. Un fatto, le cui effettive responsabilità e conseguenze saranno appurate nelle sedi giudiziarie che, dopo 8 anni, sono finalmente state stabilite.

In mezzo, anni di detenzione in India e la pressante richiesta dell’opinione pubblica, che chiedeva a gran voce il loro rimpatrio, avvenuto nel 2014, per Massimiliano Latorre (inizialmente per problemi di salute) e, nel 2016, per Salvatore Girone.

Ora, l’Aja si è espressa in favore della richiesta Italia: al momento dei tragici fatti, i 2 Marò svolgevano mansione di funzionari statali italiani. Per questo il Tribunale ha garantito all’Italia il diritto di processarli.

L’Italia deve compensare l’India

Nella stessa sentenza, però, l’Aja ha anche aggiunto che l’Italia dovrà accordarsi con l’India, per una forma di compensazione, in quanto “l’Italia ha violato la libertà di navigazione e dovrà pertanto compensare l’India per la perdita di vite umane, i danni fisici, il danno materiale all’imbarcazione e il danno morale, sofferto dal comandante e altri membri dell’equipaggio del peschereccio indiano Saint Anthony“. Un altro lato della vicenda, che vedrà al lavoro, nuovamente, le diplomazie e i Ministeri dei due paesi coinvolti.

Il commento di Latorre e Girone

Dopo la decisione del Tribunale, hanno parlato anche i diretti interessati, protagonisti, loro malgrado, di uno dei casi del decennio. Ad AdnkronosMassimiliano Latorre ha gioito: “Dopo tanta sofferenza, non ho ancora metabolizzato la notizia. Ora mi potrò rivedere con Salvatore, magari ci ridanno anche il passaporto, riacquistiamo la libertà di poter viaggiare“. Il Marò si è detto incredulo: “Certo ci speravo, ma sono rimasto sempre con i piedi per terra, senza fare ipotesi sulla sentenza“. “Mi auguro che oggi ricominci un’altra vita – dice Latorre – Ora bisogna capire quali altri passi bisogna affrontare“.

Stessi toni anche per Salvatore Girone che, sempre all’Adnkronos, ha parlato apertamente di “fine di un incubo“. Mentre il collega ha parlato di stanchezza e senso di ingiustizia, Girone ha commentato con soddisfazione un traguardo, a lungo atteso: “Siamo contenti di aver ricevuto, dopo 8 lunghissimi anni, la sentenza che tutti noi, familiari, amici e italiani, aspettavamo“.

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