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Velocizzazioni delle procedure delle Via e delle Sovrintendenze, affidamenti senza gare fino a 5 milioni, sburocratizzazione per l’edilizia privata, corsia preferenziale per gli interventi green

Il condono edilizio no, non è passato. Ma sono molte le norme contenute nel decreto semplificazioni in corso di approvazione, date per certe dal Consiglio dei Ministri e che puntano a sveltire e snellire le procedure relative allo sblocco delle grandi opere necessarie allo sviluppo del Paese. Alla base di tutto una procedura di rafforzamento dei poteri straordinari da assegnare alle amministrazioni pubbliche che quelle opere hanno commissionato, senza ricorrere a ulteriori nuovi commissari esterni sul modello del ponte di Genova fortemente voluto e sostenuto dal M5S e contrastato dal Pd. 

Come spiega IlSole24Ore, che ha anticipato molte delle norme contenute nel decreto, il governo sta decidendo di ricorrere a un ampliamento delle misure del codice appalti che consenta di velocizzare molte procedure non più solo per questioni economiche ma anche sanitarie. A partire dallo snellimento delle “valutazioni di impatto ambientale” (Via) e del via libera delle Sovrintendenze che sono molto spesso il vero blocco all’autorizzazione delle opere pubbliche. Secondo quanto studiato dal Governo, alle autorità competenti verrà dato un termine massimo per pronunciarsi su questi due temi, superato il quale la questione potrà essere trasferita al Consiglio dei Ministri per velocizzare la procedura garantendo una sorta di corsia preferenziale per tutti gli interventi green.

Il decreto poi modifica il reato di abuso d’ufficio, limitando il margine di discrezionalità dei funzionari pubblici e dunque la quantità di firme che possono apporre definendo in modo più chiaro quando una condotta è rilevante ai fini del reato.

Ma non solo. Il decreto parla di una serie di norme temporanee tra cui:

  • affidamento di appalti diretto per importi fino a 150 mila euro (ora il limite è 40 mila euro) e con procedura a trattativa privata (minimo cinque operatori) e senza bando per importi fino a 5,35 milioni di euro;
  • minore rigidità per l’accesso alle procedure e per il subappalto;
  • corsie privilegiate per tutte le opere di banda larga e digitalizzazione;
  • semplificazione delle autorizzazioni per nuovi investimenti privati nella “rigenerazione urbana” con un allargamento delle possibilità di demolizione e ricostruzione;
  • semplificazione generale dei procedimenti amministrativi e delle attività di impresa.

A essere stralciata invece è stata la sanatoria degli abusi edilizi voluta dai partiti di centrodestra che era stata inserita nella bozza iniziale.

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