fbpx

Attualmente ci sono 22 focolai di Coronavirus in Veneto“. E’ quanto emerso, nel corso del consueto punto stampa del governatore Luca Zaia, che ha fotografato la situazione delle ultime ore, fornendo il suo punto di vista sulla gestione dell’emergenza Covid.

Coronavirus: 22 focolai attivi in Veneto

I dati in arrivo dalla Regione Veneto, sono riassunti dal presidente Luca Zaia, nel punto stampa del 29 giugno scorso. Rimandano a questa fotografia della situazione sul fronte Coronavirus: “950.621 tamponi effettuati, 711 persone in isolamento, 19.278 positivi (+3), 187 pazienti ricoverati (di cui 17 per Coronavirus), 11 le terapie intensive attivate, di cui una per Coronavirus, 2008 i decessi (+1), 3.584 dimessi“.

Zaia ha parlato chiaramente della preoccupazione per la condotta dei singoli cittadini, dopo l’allentamento delle restrizioni da lockdown: “Ci sono pochissime regole: portare le mascherine in luoghi di assembramento e nei luoghi chiusi, il distanziamento sociale. La preghiera ai cittadini è di metterci impegno“.

Sono attualmente 22 i focolai attivi nelle Regione, di cui il governatore ha tracciato il quadro seguente, ripercorrendo l’andamento della diffusione dei contagi: “Dal 25 maggio a 31 maggio 132 focolai, dal 31 maggio al 7 giugno 75, poi la settimana successiva 56 poi 35 e questa 22.

Siamo passati da 132 focolai a 22, quindi non è vero che sono aumentati. Vi ricordo che focolaio, per noi, è quando ci sono due persone infette nello stesso contesto“.

Attualmente sono 13 a livello familiare e 9 in strutture per anziani, dove sono in forte remissione, quasi totale“. Il trend sarebbe quindi in netta discesa, pur mantenendo alta la guardia sulla fluidità di una situazione in cui tutto potrebbe cambiare repentinamente, ha sottolineato ancora Zaia.

Dei focolai individuati in Veneto, i più importanti sono quelli di Feltre (con 6 persone positive, negative altre 59), e quello che Zaia ha ricordato essere definito “del pulmino delle badanti moldave“. “Faremo gratuitamente il tampone a tutte le badanti che arrivano, che è il sistema migliore per evitare rischi“, ha annunciato.

La situazione su scala nazionale

Su scala nazionale, continua il monitoraggio delle aree in cui sono recentemente emersi focolai dopo l’allentamento del blocco, situazioni che hanno fatto tornare a galla lo spettro del lockdown.

Occhi puntati sul Lazio, precisamente a Fiumicino, ma anche a Bologna e Mondragone (quest’ultimo teatro di parentesi di forte tensione).

Da Nord a Sud, nonostante una situazione in miglioramento rispetto alla crisi dei mesi scorsi, non si può dunque ancora dire concluso il faccia a faccia con il rischio contagi. Il focolaio più esteso finora registrato è quello di Bologna, presso una sede della Bartolini, dove i contagi avrebbero superato le 100 unità.

This div height required for enabling the sticky sidebar
Ad Clicks :Ad Views : Ad Clicks :Ad Views : Ad Clicks :Ad Views :