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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ieri sera a Bergamo, per il memoriale organizzato per commemorare le vittime del Coronavirus.

La città di Bergamo, con la sua sofferenza, è stata emblema del dolore dell’Italia intera. Sono 6 mila le vittime, solo nel capoluogo e provicia. L’immagine dei camion dell’esercito, che portano via le bare stipate nella chiesa di Ognissanti e in quella del cimitero, è ancora viva nella mente dei locali e di tutta l’Italia.

Mattarella depone una corona al cimitero

Accolto dal Presidente della Regione Lombardia, che da bollettino resta ancora la più colpita, e dal sindaco Giorgio Gori, Sergio Mattarella si è recato, dapprima, al cimitero di Bergamo e alla cappella. Qui ha depositato una corona di fiori sulla lapide, dedicata alla memoria delle vittime del Coronavirus.

Non una parola, solo una presenza forte e silenziosa. La figura del Presidente della Repubblica che si erge tra le vie del luogo sacro, che sistema la fascia tricolore, sulla corona onorifica. Un uomo che, in quel momento, incarna il messaggio più alto: l’Italia c’è, lo Stato c’è ed è qui per ricordare chi, purtroppo, non ce l’ha fatta.

Nel silenzio più assoluto, una voce femminile inizia a parlare, legge una poesia, dedicata a tutti coloro che sono stati in prima linea: medici, infermieri, operatori, volontari del 118… “Tu ci sei...” dice.

Immagini impossibili da dimenticare

Nel ricordare i mesi recenti, Sergio Mattarella ha voluto dedicare tutti i suoi pensieri alle vittime. “Vite e affetti strappati, spesso senza un ultimo abbraccio, senza l’ultimo saluto, senza poter stringere la mano di un familiare.

Tutti conserviamo nel pensiero immagini che sarà impossibile dimenticare. Cronache di un dolore che hanno toccato la cosciena e la sensibilità di tutto il Paese. Ma che, per chi le ha vissute personalmente, rappresentano cicatrici indelibili“.

“Cicatrici indelibili”

Dopodiché, la commemorazione si è spostata presso la chiesa di Ognissanti. Lì l’orchestra ha eseguito l’inno di Mameli, per poi lasciare spazio alle parole del Presidente: “Qui a Bergamo, questa sera, c’è l’Italia che ha sofferto, che è stata ferita, che ha pianto. Il Paese si inchina. L’epidemia ha cambiato le nostre vite, lasciando cicatrici indelebili, che hanno cambiato le nostre priorità“, ha detto.

Fate memoria, per assumere piena consapevolezza“, ha aggiunto “Fare memoria significa anzitutto ricordare i nostri morti e significa anche assumere piena consapevolezza di quel che è accaduto”, specificando l’importanza al non cedere alla tentazione di archiviare i mesi passati, mettendoli da parte, per riprendere la propria vita come se nulla fosse.

La strada della ripartenza

Infine, il Presidente ha voluto specificare che occorre fare chiarezza: “Ricordare significa riflettere seriamente, con rigorosa precisione, su ciò che non ha funzionato, sulle carenze di sistema, sugli errori da evitar di ripetere. Significa, allo stesso tempo, rammetnare il valore di quanto positivo si è manifestato”. Parlando della “Straordinaria disponibilità” di tutto il personale sanitario, assistenziale, soci-sanitario, le forze dell’ordine, i volontari del 118… “Vanno ringraziati oggi e in futuro” .

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