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In provincia di Treviso c’è un sindaco coraggioso. Si chiama Mauro Migliorini, è il primo cittadino del comune di Asolo, ma in passato faceva l’infermiere. Data l’emergenza, ha deciso di abbandonare il suo attuale impiego, per dare una mano in ospedale a medici e pazienti colpiti dall’emergenza del Coronavirus.

Migliorini:”Il sindaco di Asolo continuerà ad esserci

“Non potrò essere presente fisicamente, ma il sindaco di Asolo continuerà a esserci”. Lo ha comunicato, in un video messaggio pubblicato sui social e rivolto ai cittadini. Ringrazia tutti per l’impegno dimostrato, per il senso civico con cui la maggior parte ha affrontato l’emergenza.

Non è facile stravolgere le proprie abitudini, ritrovarsi improvvisamente costretti a non uscire di casa. Per Migliorini è l’unico modo per vincere la battaglia. La stessa battaglia a cui il sindaco non ha esitato ad arruolarsi, rimettendosi in corsia e offrendo al servizio dei malati tutta la sua pregressa esperienza da infermiere.

Mauro Migliorini:“Abbiamo tanti mezzi per comunicare

Secondo il primo cittadino, tutti devono fare la loro parte, per quanto possibile. Il suo impegno in ospedale non priverà il paese di un sindaco: “Esistono tanti canali per comunicare tra cui uno è questo, i diversi social, WhatsApp, messaggi, telefonate, per cui io ci sarò”.

Lo ha ribadito, sottolineando la sua vicinanza ad Asolo. Inoltre, ad occuparsi delle questioni più urgenti ci penserà il vicesindaco insieme alla Giunta, con cui Migliorini si è confrontato, prima di prendere una decisione definitiva.

Turismo KO per il Coronavirus

Era febbraio quando il sindaco invitava, sui social, alla prudenza ma non al panico. Sui suoi social si leggeva un post del primo cittadino contraddistinto dall’hashtag #AsoloNonSiFerma. Migliorini, infatti, in un primo momento aveva cercato di non far fermare l’economia ed il turismo del proprio paese, appello a cui altri sindaci si erano uniti.

L’invito aveva entusiasmato soprattutto albergatori e ristoratori del posto, i quali hanno visto cancellate presso le proprie strutture anche le prenotazioni di luglio. “Cerchiamo di mantenere la calma ed evitiamo che il virus più che corona sia quello del panico”, aveva ribadito il presidente de I Borghi più belli d’Italia, Fiorello Primi.

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