fbpx

In vigore dal 16 febbraio consente di estendere la classe di merito più vantaggiosa presente in famiglia a tutti i veicoli di proprietà, auto e moto. Ma non mancano le polemiche

Loading...

È in vigore dal 16 febbraio scorso ma secondo un’indagine svolta dal comparatore online Facile.it con mUp Research su 8 milioni di famiglie, il 14,1% degli assicurati non ne ha ancora capito il meccanismo di funzionamento. Stiamo parlando dell’RC auto Famigliare, introdotta dal decreto fiscale per il 2020 che estende la classe di merito più vantaggiosa presente tra i membri di una famiglia a tutti gli altri veicoli di proprietà compresi gli scooter e le moto.

COME FUNZIONA

L’Rc auto famigliare (applicabile a tutti i nuovi contratti di polizza stipulati a partire dal 16 febbraio) vale per tutte le famiglie con più di un veicolo di proprietà e offre la possibilità a tutti di utilizzare la classe di merito più bassa presente non solo per le automobili ma anche per moto, scooter e altri veicoli sia se di nuovo acquisto sia se già di proprietà. L’importante è che l’assicurato non sia stato causa di incidenti con almeno il 50% di colpa negli ultimi cinque anni.

Secondo l’indagine Facile.it – mUp si tratterebbe di circa 3 milioni di persone.

Ma dov’è la novità? In una nota dell’indagine si legge che “l’attuale sistema assicurativo, grazie alla Legge Bersani, consente già ai membri di una famiglia di utilizzare la classe di merito più favorevole maturata su un’automobile per assicurare un’altra auto di nuovo acquisto”. Con l’RC familiare invece, decade il vincolo e la classe di merito più favorevole potrà essere estesa anche a veicoli già di proprietà del nucleo familiare. Una novità che, sempre stando ai dati dell’indagine Facile.it-mUp interesserà circa 2,6 milioni di famiglie.

GLI ESCLUSI
Non tutti però potranno beneficiarne. A restare esclusi dal beneficio e a dover dunque mantenere la classe di merito relativa alla propria storia assicurativa sono:

Loading...
  • gli assicurati che sono già in prima classe di merito
  • i nuclei che hanno un solo veicolo (pari a 5,2 milioni di famiglie soprattutto al Sud)
  • tutti gli assicurati che hanno causato nei 5 anni precedenti un sinistro con colpa.

Questo criterio, giudicato iniquo, ha fatto storcere il naso all’Ania (Associazione nazionale fra le impese assicuratrici) che in una nota ha spiegato come “la nuova disposizione sulla Rc Auto scardina definitivamente il sistema bonus/malus e, non attivando alcun intervento sugli oneri complessivi, opera solo una ridistribuzione dei costi degli incidenti con una diminuzione dei prezzi a favore delle famiglie che dispongono di più veicoli, a scapito di quelle che ne possiedono solo uno…. La cosiddetta RC auto familiare sfrutta la condotta “virtuosa” di uno soltanto dei familiari a prescindere dalla storia di guida degli altri membri della famiglia, peraltro anche se proprietari di mezzi di altra categoria con ben diverso rischio di sinistrosità (autocarri, moto…). È evidente che questo vanifica ogni incentivo di buon comportamento al volante, incrementando il rischio di maggiori incidenti stradali e, quindi, di potenziale incremento per tutti dei prezzi Rc Auto”.

Un monito che fa pensare a future proteste di categoria. E chissà, a un tentativo di revisione della norma.

Loading...
This div height required for enabling the sticky sidebar
Ad Clicks :Ad Views : Ad Clicks :Ad Views : Ad Clicks :Ad Views :