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Ci risiamo, è successo di nuovo. Per qualche motivo che spetta a sociologi e psicologi indagare, è successo che un’altra persona abbia pensato di poter utilizzare i social e nascondersi dietro ad uno schermo, per commentare un personaggio pubblico e dirgli le peggio cose. Protagonista, questa volta, è Vasco Rossi, minacciato di morte su Instagram. Lo stesso rocker, però, ha replicato al commento d’odio.

La minaccia di morte a Vasco Rossi

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I social, sì sa, possono essere un’arma a doppio taglio. Mettendo in contatto le persone, ma a volte pure quelle che sarebbe meglio fossero rimaste isolate, perché evidentemente inadatte o incapaci di utilizzare il mezzo con cognizione di causa e soprattutto maturità.

Spesso dietro commenti d’odio si nascondono ragazzini “burloni”, come se l’insulto da profilo fake fosse il nuovo “suono il campanello e scappo”. Altre volte, invece, l’hater è molto più adulto, anche nel tipo di insulti.
Sul profilo di Vasco Rossi è apparso un commento, ricondiviso dallo stesso. “Rossi morirai per mano mia – si legge – bast***o tossicodipendente“. Nome e profili finti, ovviamente. Vasco, tuttavia, non si è fatto impressionare e ha risposto, condividendo proprio il commento come nuovo post.

La reazione di Vasco all’hater

Che Vasco non fosse il tipo con cui scherzare lo avevamo già imparato: per informazioni, chiedere ai 5 Stelle che cantavano le sue canzoni. Di fronte all’hater, Vasco ha reagito come ci si aspettava. Un po’ di ironia, ma senza tirarsi indietro di fronte alla minaccia. “Di auguri di morire ne avevo già ricevuti tanti – ha scritto il cantante – Ma devo dire che è la prima volta che ricevo una minaccia così precisa“. Quindi continua: “Ti aspetto amico… portati con te anche quello che ti ha messo il like“.

E via di hashgtag: #socialmentecatti, #sparatemiancora, #minacce, #lamoresopralapaura.

Tra gli utenti, c’è chi lo invita a denunciare l’accaduto. Sono moltissime le iniziative nate negli ultimi anni, volte ad arginare questo fenomeno sconsolante e far capire a questi hater, o “leoni da tastiera” che sì, odiare ti costa.

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