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Era la sua casa, lo Staples Center di Los Angeles. La casa dei Lakers, ma anche la casa di Kobe Bryant, che ha indossato la casacca gialloviola per 20 anni. Non poteva esserci posto migliore, per raccogliere gli oltre 20mila appassionat,i accorsi per dare un ultimo saluto a uno dei più grandi giocatori della storia dell’NBA e a sua figlia Gianna, morta insieme al padre nel tragico incidente di un mese fa.

Il tributo musicale a Kobe

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La serata è cominciata con Beyoncé e il suo tributo musicale, accompagnato da un’orchestra e un coro gospel.

Sono qui per amore di Kobe” ha detto la cantante, che ha prima intonato XO di John Mayer, una delle canzoni preferite di Bryant, per poi chiudere l’esibizione con la sua Halo. Lo spazio musicale si è concluso con le esibizioni di Alicia Keys e Christina Aguilera.

Il secondo intervento della serata è stato quello del conduttore Jimmy Kimmel che, con le sue parole di cordoglio, ha ricordato al pubblico che i proventi della vendita dei biglietti dell’evento andranno alla Mamba-Mambacita Sports Foundation (ovvero il nuovo nome della Kobe Bryant’s Mamba Sports Academy), un fondo che mira allo sviluppo dello sport giovanile nelle comunità più svantaggiate.

Il toccante discorso di Vanessa

È arrivato poi il momento del lungo e toccante discorso di Vanessa Laine, moglie di Kobe e madre di Gianna, che ha voluto prima parlare della sua piccola. Gianna era per lei “un’anima dolce, gentile e premurosa. Era la cocca del papà, ma amava anche la mamma e me lo dimostrava sempre. Era la mia migliore amica”.

Vanessa ha ricordato che “il suo sorriso era come un raggio di sole, era tenera e affettuosa dentro, quasi contagiosa, pura e genuina.

Kobe e Gianna gravitavano quasi naturalmente l’uno verso l’altra”. Una figlia talentuosa e altruista, “sicura di sé ma non in modo arrogante, le piaceva aiutare anche le altre persone, anche a giocare a basket, era molto come suo padre in questo”.

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Gianna non ha mai cercato di conformarsi, è sempre stata sé stessa. Mi manca il suo volto, il suo sorriso pronto ad allargarsi, era una figlia fantastica perché sapevo che avrebbe fatto sempre la cosa giusta.

Credo che fosse destinata a cambiare la visione dello sport femminile, era molto determinata in questo” ha concluso la donna, prima di passare a ricordare suo marito Kobe.

Il toccante ricordo di Kobe Bryant

Kobe Bryant è stato una leggenda, una celebrità. Ma io non lo vedevo così. Per me era il mio tutto, il mio splendido marito e padre delle nostre figlie. Siamo stati insieme da sempre, da quando avevo 17 anni, è stato il mio primo fidanzato ed è poi diventato mio marito”.

Ci bilanciavamo, io avrei fatto tutto per lui e viceversa – ha detto Vanessa, trattenendo a fatica lacrime e singhiozzi – Kobe era l’MVP dei papà delle bambine, ha insegnato loro a essere coraggiose e le motivava quando le cose non andavano bene. Sapeva sempre che c’era margine di miglioramento e voleva fare meglio per insegnare alle sue ragazze qualunque cosa possibile. Voleva insegnare alle generazioni future di essere migliori”.

La conclusione del discorso di Vanessa resta comunque un inno alla speranza: “Erano divertenti, felici, sciocchi e adoravano la vita. Erano così pieni di gioia e avventura. Dio sapeva che non potevano essere su questa Terra l’uno senza l’altro. Doveva portarli a casa per averli insieme […] Possiate entrambi riposare in pace e divertirvi in paradiso, fino a quando ci incontreremo di nuovo, un giorno. Vi amiamo entrambi e ci mancherete sempre e per sempre. Mamma”.

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