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La Procura di Milano avrebbe mandato a processo 7 casellanti della Milano Serravalle: l’accusa è di aver escogitato truffe per rubare soldi alla società. In totale, avrebbero rubato circa 200mila euro. A scoprirli, un’indagine privata della stessa società autostradale.

Truffa sui caselli della Milano-Genova

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A riportare la vicenda è il Corriere della Sera, secondo cui i fatti riguardano il tratto autostradale della A7, la Milano-Genova, gestita dalla società Milano Serravalle spa. Il tutto sarebbe partito nel 2018, anno in cui la stessa compagnia iniziò a notare alcuni ammanchi negli incassi dei pedaggi.

A quel punto, riporta la fonte, furono ingaggiati degli investigatori privati che, dopo numerosi passaggi nei caselli sospetti, hanno potuto constatare che era in piedi un sistema di truffe, collaudato e vario.
L’indagine ha portato alla denuncia presso la magistratura e l’accusa di 7 casellanti della Milano Serravalle spa, accusati anche di abuso di relazione d’ufficio.

I metodi di truffa dei casellanti della A7

Secondo quanto riportato, erano 3 i sistemi con cui i dipendenti truffavano i soldi dai pedaggi. Il primo sarebbe il più utilizzato, tanto che il Corriere riferisce che un casellante di Milano Ovest l’avrebbe utilizzato 1.917 volte.


Il “trucco” consisterebbe nel conservare un biglietto con basso chilometraggio e registrarlo al posto di un altro più costoso. Così facendo, l’automobilista pagava il totale del suo viaggio, ma il casellante si intascava la differenza, inserendo nel sistema un biglietto con una tratta meno cara.

Oscurate anche le telecamere

Oltre al sistema del “doppio biglietto”, secondo la fonte le persone coinvolte avrebbero adottato anche altri sistemi. Tra questi l’oscuramento delle telecamere del casello: in questo modo i casellanti avrebbero potuto gestire manualmente i biglietti delle auto in transito e non registrare i ticket, intascando denaro illecito.

Infine, avrebbero anche manomesso il display con la cifra del pedaggio, di modo da poter registrare una cifra inferiore e recuperare l’avanzo del cliente.

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Tutto questo è costato l’accusa della Procura di Milano e il rinvio a giudizio il prossimo 11 giugno. I 7 casellanti sono accusati di aver truffato per 200mila euro la società autostradale, che è ente pubblico, in quanto co-partecipata dalla Regione Lombardia.

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