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Trovate le ossa di Amelia Earhart, l’aviatrice scomparsa 80 anni fa

Amelia Earhart è uno dei personaggi più amati al mondo. Credeva nel suo sogno e ancora oggi la sua storia è di grande esempio come dimostrano le sue parole: “Sono convinta che uomini e donne siano in grado di raggiungere tutto ciò che desiderano”.

Purtroppo la Earhart è famosa anche per il suo misterioso incidente. La grande aviatrice statunitense è scomparsa nel luglio del 1937, 83 anni fa, mentre tentava di realizzare il sogno di circumnavigare il globo su un aereo.

Le ossa ritrovate sono di Amelia Earhart

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Scomparsa da più di 80 anni, di Amelia Earhart non è stato mai ritrovato nessun resto.

Fino a qualche tempo fa quando, grazie alle nuove tecnologie il professor Richard L.Jantza, della University of Tennessee, con uno studio di antropologia forense, è riuscito ad identificarla. Le 13 ossa trovate nel 1940 nell’isola di Nikumaroro, nell’Oceano Pacifico, appartengono proprio alla grande aviatrice statunitense

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Riciard L. Jantza ha studiato più approfonditamente le ossa in questione che, con uno studio non accurato, si pensavano appartenere ad un uomo. Infatti, l’analisi è avvenuta dalla Scuola Centrale di Medicina delle Fiji l’anno successivo, ovvero il 1941.

All’epoca, sostiene Jantz, lo studio delle ossa – “non era ancora una disciplina ben sviluppata” e i metodi per determinare il sesso erano “inadeguati” rispetto alle tecniche moderne.

La tecnologia per identificare il sesso

Così Jantz ha sviluppato un programma per computer che stimava il sesso usando misure scheletriche. Ha confrontato le lunghezze delle ossa con le misure della Earhart e ha scoperto che le ossa della pilota scomparsa erano “più simili alle ossa di Nikumaroro rispetto al 99% degli individui in un ampio campione di riferimento”.

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Il professore ha così scritto: “Nel caso delle ossa di Nikumaroro, l’unica persona documentata a cui possono appartenere è Amelia Earhart.

Il coraggio di un’avventuriera

Amelia, a quasi 40 anni, era intenzionata a superare i limiti decidendo di circumnavigare l’area del globo. La tratta prevista era di 43mila chilometri. Il suo coraggio è stato di esempio per molti ed è per questo che, nonostante sia scomparsa, è ancora ricordata da molti. Nel caso non fosse tornata dal suo primo volo transatlantico, nella lettera per la sorella Muriel, ha scritto: “Ho fissato una posta molto alta e se ce la farò ne sarò felice, se fallirò sarà comunque splendido andarmene durante una simile avventura.

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