fbpx

Conti in rosso e nessun rilancio dopo il piano industriale del 2018. Sono 1.400 i dipendenti ora in balia di un futuro incerto. Per i passeggeri ricollocamenti o rimborsi

È finita l’avventura di Air Italy. La compagnia aerea controllata al 51% da Alisarda (gruppo dell’Aga Khan che controlla anche l’aeroporto di Olbia) e al 49% da Qatar Airways è finita in liquidazione, decisione presa dagli azionisti il 10 febbraio scorso. I numeri del resto non lasciavano via d’uscita: nel 2019, secondo quanto indicato da IlSole24Ore, è atteso un fatturato di 330 milioni di euro, addirittura in crescita rispetto al 2018. Peccato però che le perdite ammontino a circa 230 milioni, pari al 70% del giro d’affari. Una compagnia praticamente già fallita.

Cosa abbia portato a questo risultato così devastante è da ricercare nelle scelte di business e di gestione evidentemente sbagliate da tempo, oltre a un mercato che di certo non ha aiutato. A poco sono serviti l’ingresso nell’azionariato del colosso Qatar Airways e il piano di rilancio presentato alla fine del 2018 dagli azionisti che prevedeva l’inserimento di 50 nuovi aerei in 5 anni e la promessa di creare 1.500 nuovi posti di lavoro sia sulle tratte interne sia su quelle intercontinentali, di cui alcune di nuova apertura con partenze da Malpensa verso Asia, Africa e Usa.

Ora invece i 1.400 dipendenti di Air Italy dislocati tra Olbia e Milano Malpensa non sanno se avranno ancora un posto di lavoro. E delle promesse del piano industriale in questi ultimi due anni si è avuta poca traccia. Di certo non ha aiutato l’obbligo di lasciare a terra i 3 nuovi boeing 737 Max acquistati dal gruppo e messi al bando per i problemi di sicurezza riscontrati dopo gli incidenti in Indonesia ed Etiopia.

Sono sfumate come in una bolla di sapone, dunque, le ambizioni di diventare “la nuova Alitalia”, il primo brand aereo del nostro paese con cui i manager avevano presentato il piano di rilancio di Air Italy, compagnia che già era il risultato di diverse fusioni di precedenti vettori mai risollevati da crisi più o meno radicali. Air Italy è stata infatti acquistata nel 2018 da Meridiana (poi scomparsa) trasformandosi in un vettore di medio e lungo raggio non più charter come in precedenza.

E ora la questione più spinosa è proprio quella che riguarda la Sardegna. Il tema della continuità territoriale per l’isola si è trasformato in un costo a questo punto insostenibile. Qatar Airways avrebbe pure aggiunto del capitale per tentare di salvare il tutto, ma qualora avesse superato il 49% del capitale avrebbe costretto Air italy a perdere le licenze di volo dell’Unione Europea facendo venire meno la maggior parte del business. Una scelta impossibile che lascia però oggi aperta una questione importante: la connessione aerea della Sardegna con l’Italia e non solo. Non è un caso infatti che Ryanair si sia già affacciata alla porta dell’Aga Khan per capire se e in che modo poter intervenire.

Per ora però quello che è certo è che per Air Italy non c’è via d’uscita. Certo è che con la messa in liquidazione e lo stop immediato ai voli, molti passeggeri sono rimasti con in mano biglietti inutilizzabili ma già acquistati. Dall’11 febbraio infatti gli aerei sono stati messi a terra e i motori spenti. Per loro il destino è segnato: Air Italy ha assicurato che chi ha un biglietto con partenza fino al 25 febbraio verrà riprotetto su voli di altre compagnie aeree o rimborsato (entro l’orario di partenza del volo) nel caso in cui non volesse più partire. Dal 26 febbraio in poi, invece, è previsto il rimborso o con procedura online o nelle biglietterie della compagnia o dal proprio tour operator.

This div height required for enabling the sticky sidebar
Ad Clicks :Ad Views : Ad Clicks :Ad Views : Ad Clicks :Ad Views :