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Fu dunque sequestro di persona ciò che accadde, nell’agosto 2019, a bordo della nave Open Arms: è quanto concluso dal Tribunale dei Ministri, chiamato a giudicare se lo stop allo sbarco, imposto dall’allora ministro Matteo Salvini, fu legittimo atto politico o meno.

Diverse le motivazioni mosse dal Tribunale, incaricato di far avere una relazione conclusiva al Senato. Immediata la replica di Salvini che, sui social, cita l’articolo 52 della Costituzione, sulla difesa della Patria.

Per giorni al sole su una nave

Tra il 14 ed il 20 di agosto, lo scorso anno, 164 migranti rimasero costretti su una nave della Ong Open Arms.

Solo i minori, presenti in grande numero a bordo, poterono sbarcare dopo 4 giorni e videro terra.

La relazione del Tribunale sentenzia, basandosi anche sulla precedente relazione di un esperto, che salì a bordo a verificare personalmente la situazione, che fu limitata palesemente la libertà personale e di movimento. Inoltre, si aggiunse un grave danno a livello psico-emotivo: “È facile ritenere” si legge nella relazione “che queste persone, costrette a restare a poca distanza dalla costa, che riuscivano comunque a vedere ma che non riuscivano a raggiungere, provassero sentimenti di frustrazione evidente e anche di disperazione“.

Un atto autonomo e legittimo da parte di Salvini

Secondo la relazione del Tribunale, Matteo Salvini è stato pienamente cosciente della situazione ed avrebbe agito in piena autonomia, per seguire la linea politica dei “porti chiusi”, sulla scia della quale agiva da tempo: “adottava nei confronti di Open Arms, d’intesa con i Ministri della Difesa e delle Infrastrutture e dei Trasporti, il decreto interdittivo dell’ingresso o del transito in acque territoriali italiane, qualificando l’evento come episodio di immigrazione clandestina, a dispetto del riferimento alla situazione di stress del natante, su cui i soggetti recuperati stavano viaggiando”.

La mail di Conte a Salvini

Non venne considerato, oltretutto, il dato di fatto della minore età delle persone offese, né fu dato peso alla mail di Giuseppe Conte, che palesò ufficialmente l’urgenza dello sbarco. Conte, infatti, “il 16 agosto rispondeva a una missiva del ministro Salvini, ribadendo, con forza, la necessità di autorizzare lo sbarco immediato dei minori presenti a bordo della Open Arms, anche alla luce della presenza della nave al limite delle acque territoriali (in effetti vi aveva già fatto ingresso)”.

Inoltre, Conte aveva dichiarato di aver già lavorato in concordanza con gli altri Stati europei, al fine di garantire una divisione dei passeggeri: “Potendo, dunque, configurare l’eventuale rifiuto un’ipotesi di illegittimo respingimento, aggiungeva di aver già ricevuto conferma dalla Commissione europea della disponibilità di una pluralità di Stati a condividere gli oneri dell’ospitalità dei migranti della Open Arms, “indipendentemente dalla loro età”.

Il Ministro Matteo Salvini ha risposto con un post su Facebook, nel quale lega le sue scelte ai dettami della Costituzione Italiana: “Articolo 52 della Costituzione. ‘La difesa della Patria è sacro dovere di ogni cittadino.’ Chi lo spiega a quel giudice???”.

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