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Tra countdown proiettati su bianche scogliere e maxischermi, tra chi piange e chi esplode in un boato di grida di giubilo, la Brexit è arrivata. Il Regno Unito, da oggi, non fa più parte dell’Unione Europea, un legame durato 47 anni e finito a suon di bottiglie di spumante stappate, coriandoli e discorsi ufficiali.

Il 31 gennaio vissuto come il 31 dicembre e, per certi versi, anche questo giro di boa, come il capodanno, rappresenta un nuovo inizio. Ora la strada è tutta in discesa, come già dichiarato nel giorno del voto all’Europarlamento; il Primo Ministro Boris Johnson ha circa 11 mesi, per portare a termine gli accordi commerciali con l’Europa.

Il discorso di Boris Johnson

Lo aveva annunciato a metà gennaio e così è stato. Il Primo Ministro Boris Johnson ha parlato alla nazione nel giorno più importante. Il suo è stato un appello al superamento di quella divisione sociale che ha portato alla Brexit, quest’ultima sarà però un momento di svolta, una vera e propria “Nuova era”.

Questa notte lasciamo l’Europa”, inizia così il discorso di Johnson, “Per molti, questo rappresenta un momento di speranza, un momento che non credevamo più arrivasse”.

Il Premer britannico si è poi rivolto anche a chi la Brexit non l’ha mai voluta: “Ci sono molti che si sentono persi, smarriti, che provano un senso di ansia. Capisco i loro sentimenti, il nostro lavoro, come membri del governo, sarà quello di riunire il paese e portarci avanti”.

Non una fine ma un inizio

Boris Johnson è poi entrato nel clou del discorso: “La cosa più importante da dire ora è che questa non è la fine ma un inizio.

Questa è l’alba che irrompe, il sipario che si alza per dare spazio ad un nuovo atto, in quello che è il nostro spettacolo”.

Il Primo ministro ha poi rassicurato di avere tutta l’intenzione di iniziare un rapporto di amichevole collaborazione con l’Europa sperando, da questo momento in avanti, “di portare avanti una Gran Bretagna che, allo stesso tempo, è grande e forte in Europa e nel mondo”. Johnson ha concluso parlando di quanto il Regno Unito sia ricco di risorse e che grazie a queste è convinto: “Che ora abbiamo questa grande opportunità di successo”.

Londra è ancora aperta

Nel Regno Unito non c’è solo chi festeggia, sono in tanti ad aver manifestato dissenso alla Brexit e ad aver lanciato messaggi di speranza e unione “inaspettati”.

Sono diventate iconiche le foto raffiguranti i tabelloni dedicati ai messaggi e alle comunicazioni delle stazioni della metropolitana. Ieri, però, a fare il giro del web è stato un altro genere di messaggio. Una foto, scattata sempre in metropolitana, ma il messaggio è stato scritto su un supporto diverso; il tabellone degli arrivi.

Londra è aperta, oggi e per sempre” poche parole ma chiare e concise, che rendono ben chiaro come questo delicato momento sia vissuto in Inghilterra.

Ammainata la Union Jack

Scattata l’ora X, in tutti le sedi dell’establishment europeo sono state ammainate le bandiere britanniche, sulle note di God Save the Queen.

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