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Per fronteggiare l’allarme per il coronavirus, identificato per la prima volta verso la fine del 2019, nella città di Wuhan, capoluogo della provincia dello Hubei, è stata messa in moto una macchina, volta a costruire in tempi da record un nuovo ospedale, capace di ospitare circa mille pazienti.

Coronavirus, un ospedale in tempi record

E’ salito a 26 il numero delle vittime per il coronavirus, fermo a 830, per il momento, il numero dei pazienti ricoverati perché contagiati e altre 1072 sono, invece, le persone tuttora in osservazione. La gran parte delle persone contagiate, come riferito dalla OMS, si trova nella città di Wuhan, dove vivono in circa 11 milioni.

Secondo quanto emerso dalle analisi della OMS, ritornano dei denominatori comuni tra i morti accertati per coronavirus: la maggior parte delle vittime era, infatti, avanti con l’età e con pregressi problemi di salute quali diabete, malattie coronariche o Parkinson. Comuni tra loro anche i sintomi accusati: tosse, oppressione al petto, difficoltà a respirare e febbre.

Un ospedale per mille pazienti in soli 10 giorni

Per fronteggiare l’allarme e sventare quella che potrebbe essere un’epidemia, la macchina del Governo cinese si è messa in moto e lo ha fatto, a partire dalla messa in quarantena e con l’avvio dei lavori per la costruzione di un ospedale, in tempi brevissimi.

Così escavatori, bulldozer e operai si trovano già all’opera nella città di Wuhan, per costruire un nosocomio,  capace di contenere mille pazienti e tutti in meno di 10 giorni: secondo quanto riferito dal People’s Daily China, infatti, i lavori dovrebbero essere ultimati già entro il 3 febbraio. Ma c’è di più, perché se 10 giorni possono sembrare pochissimi, esiste anche la possibilità che il lasso di tempo si riduca a soli 6 giorni e che dunque, già la settimana prossima, possano arrivare le prime ispezioni ad una struttura creata dal nulla in tempi quasi inumani.

Non si tratta, ovviamente, di un unicum, in Cina: già a Pechino, nel 2003, era stato costruito un ospedale in soli 7 giorni e anche quell’episodio venne giustificato da un allarme, che ai tempi riguardava la rapida diffusione della Sars.

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