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Sardine, in 40.000 in piazza a Bologna: “È una svolta politica per il Paese”

Nella giornata di ieri si è tenuta una nuova manifestazione del movimento delle Sardine che, per l’occasione, ha scelto Bologna e Piazza VIII Agosto. Stando ai numeri riportati, c’erano oltre 40.000 persone: un risultato che conquista il plauso del leader del movimento che, a margine, ne ha sottolineato le potenzialità.

Da 6.000 a 40.000 Sardine: la crescita del movimento

Sono passati solo 2 mesi da quell’evento Facebook creato da 4 amici, che volevano rispondere all’evento della Lega, cercando di radunare almeno 6000 persone in Piazza Maggiore, a Bologna. Il numero puntava a superare quello dei posti disponibili al Palazzetto in cui parlava Matteo Salvini.

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Da quel 14 novembre, secondo i dati riportati, i numeri sono cresciuti in maniera esponenziale: erano in 25mila a Milano, in 30mila a Firenze e, un mese esatto dopo, 100mila a Roma (35mila per la Questura, tuttavia).
Ieri, in Piazza VIII Agosto a Bologna, secondo i loro numeri erano in 40mila le Sardine radunatesi per gridare il loro dissenso al sovranismo, al populismo, ai razzismi e fascismi di ogni genere. “Potevamo andare in una piazza grande il doppio”, ha detto il portavoce del movimento Mattia Santori.

Una svolta politica per il Paese

Dopo il grande risultato delle prime piazze, le Sardine hanno assunto sempre più una forma politica, fino alla lettura dei punti programmatici del movimento, lo scorso 14 dicembre, a Roma. A partire da un modo diverso di fare politica. L’Adnkronos ha riportato le parole di Mattia Santori, a margine della manifestazione di ieri. “È l’ennesima dimostrazione che, a volte, il buonsenso, il non urlare… può ancora pagare“.
Alza quindi l’asticella dei risultati: “È una svolta politica per il Paese.

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Si dimostra, ancora una volta, che le piazze tornano a essere piene, che quello che vediamo e respiriamo sul web non corrisponde a realtà, e che c’è una richiesta di una politica diversa da parte della cittadinanza“.

L’interesse degli altri partiti

La Piazza di Bologna era crocevia fondamentale, perché arrivata a pochi giorni dalle elezioni in Emilia-Romagna. “Non temiamo la vittoria della Borgonzoni in questa Regione. La temiamo a livello personale, perché sappiamo l’effetto che avrà nei prossimi 5 anni” dice Santori.
L’Ansa, inoltre, riporta che, lo stesso, ha raccontato di essere stato contattato da alcuni “esponenti, anche di spicco, dei Cinque Stelle“.

Ma non da Bonaccini, il candidato del PD: “Il problema è che il centrodestra si presenta unito, mentre a sinistra non si capisce mai dove sia la vera alternativa“.”

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Tra pochi giorni, alle urne, si potrà vedere il risultato di questa enorme mobilitazione popolare, che è stata in grado di riempire piazze in Italia, ma anche in alcune città di altri Paesi. “Siamo la prima vera alternativa al sovranismo o al populismo di destra“, dice Mattia Santori. Ora, però, la parola passa ai cittadini.

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