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Abbandona la figlia per andare in vacanza: bimba di 3 anni muore di fame

Morta di fame in casa, dopo una settimana trascorsa in totale solitudine e senza cibo. Sarebbe stato questo il terribile destino di una bimba di 3 anni, abbandonata dalla madre, per una vacanza. Secondo quanto emerso sul dramma, consumatosi in Russia, la piccola avrebbe cercato di mangiare del detersivo in polvere, nel disperato tentativo di sfamarsi.

Bimba di 3 anni morta di fame: era sola in casa

La madre l’avrebbe abbandonata, per dedicarsi a una settimana di vacanza in occasione di San Valentino, ed è per questo che una bambina di 3 anni sarebbe morta di fame, in casa.

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Lo rivela il Daily Mail, a margine dell’udienza in cui per la donna, Maria Plenkina, 21 anni, l’accusa ha chiesto una condanna a 20 anni di reclusione.

Per gli inquirenti, il caso che ha scosso la Russia nel febbraio 2019 avrebbe ormai una ricostruzione nitida, e il quadro degli eventi, in cui è maturato il decesso della minore, evidenzierebbe schiaccianti elementi a carico della giovane madre.

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La vicenda è tornata in testa alle cronache dopo le dichiarazioni della 21enne, che ha ammesso le sue responsabilità davanti ai giudici, durante il processo che la vede alla sbarra.

La piccola ha cercato di mangiare detersivo

La bambina avrebbe cercato di ingerire detersivo in polvere nel tentativo di placare la fame, dopo essere stata lasciata da sola in casa, in un appartamento della città russa di Kirov, per una settimana.

A scoprire il suo corpo senza vita, circondato da cumuli di spazzatura, era stata la nonna. Quest’ultima si era recata in visita a casa di sua figlia, finendo per trovarsi di fronte al terribile dramma.

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La madre della piccola ha tentato di difendersi sostenendo di averle lasciato del cibo a disposizione, tra cui salsicce e yogurt, versione che chiaramente non ha alleggerito la sua posizione.

A suo carico l’accusa di omicidio, davanti alla quale, ora, rischia una condanna a 20 anni di carcere.

Da sola in casa per una settimana

Le indagini avrebbero portato a galla un’inquietante ricostruzione dei fatti. Stando a quanto emerso, la 21enne si sarebbe allontanata da quell’appartamento il 13 febbraio 2019, per trascorrere 7 giorni fuori città.

Sarebbe tornata dalla sua vacanza di San Valentino il 20 febbraio e, al momento dell’arresto, non avrebbe mostrato alcun segno di pentimento o sofferenza per la morte della piccola.

Lucida e perfettamente consapevole delle conseguenze delle sue azioni“: è questo il responso di una perizia psichiatrica che, secondo il Mirror, sarebbe stata disposta per accertare lo stato di salute mentale dell’imputata.

Alcuni amici della donna, che avrebbero trascorso con lei quella tragica settimana, hanno dichiarato di essere stati ingannati. Alle loro domande su chi si stesse occupando della minore in sua assenza, la 21enne avrebbe risposto di averla affidata alle cure di un’amica. Versione che non ha trovato alcun riscontro.

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