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Oman, morto il sultano Qabus: ha trainato il Paese verso la modernità

Qabus bin Said al Said si è spento, a 79 anni. Salito al potere nel 1970, dopo aver rovesciato il padre, è stato fino a venerdì, giorno della scomparsa, il sultano dell’Oman. Territorio che si trova tra la Penisola Araba e l’Iran, Qabus è, da oggi, ricordato come l’uomo che, non solo ha unificato il regno, ma lo ha guidato alla modernità.

Quello di Qabus sarà ricordato come il regno più longevo della storia dei sultanati. Alla sua morte, il sultano non ha lasciato eredi e ora al potere c’è un cugino, Haitham ben Tarek, già ministro della cultura.

Morto il sultano dell’Oman Qabus

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L’Oman piange il sultano Qabus bin Said al Said. Piccolo ma grande Stato che si fonda sul petrolio, in 50 anni di regno, il sultano non solo l’ha reso meta turistica ambita, ma anche centro di grande rilevanza economica e politica del mondo arabo.

Qabus si è spento nella giornata di venerdì, a causa di un tumore al colon che lo opprimeva da anni e che gli è costato numerosi interventi medici, nei migliori ospedali europei.

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Il sultano della modernità

Nanto nel 1940, Qabus bin Said al Said, dopo gli studi, è entrato nella Royal Military Academy di Sandhurst, Gran Bretagna.

Nel giro di due anni, ha completato gli studi e ha ottenuto il grado di tenente, con il quale ha passato un anno con l’esercito britannico, in Germania.

All’epoca, il 1964, l’Oman era governato dal padre di Qabus e il suo era un regno dalla forte impronta conservatrice. Ci sono voluti sei anni, ma il 23 luglio 1970, Qabus rovescia il padre e diventa sultano. Con l’ascesa al trono, il nuovo sultano fece una promessa, trainare il regno verso la modernità e così è stato.

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In poco tempo, quello che era un regno povero è diventato un polo economico mondiale incentrato sul petrolio, operazione effettuata anche grazie alla posizione chiave dal punto di vista geografico. Il sultano ha richiamato in patria tutti gli esuli laureati per costruire strade, ospedali e altre infrastrutture.

Oltre la modernità l’unificazione

Oltre alle operazioni di modernizzazione, Qabus ne ha portato avanti un’altra, incentrata sull’unificazione del regno. Il sultanato ha cambiato nome, passando da Sultanato dell’Oman e del Muscato a Oman.

Inoltre, Qabus ha preso la decisione di cambiare la bandiera e la moneta. I primi anni del suo regno sono stati caratterizzati dal tour in ogni villaggio, che aveva lo scopo di prendere contatto con tutta la popolazione.

Nel corso del suo lungo regno, il sultano si è trovato ad affrontare diverse ribellioni. La prima, passata alla storia come la guerra del Dhofar, una ribellione di stampo comunista repressa anche grazie all’aiuto dell’Iran e delle forze britanniche. La seconda, importante, risale invece al 2011, in concomitanza con la primavera araba, quando il sultano aveva deciso di cedere poteri legislativi ad un consiglio consultivo. La decisione è stata presa dal sultano, a seguito della situazione di malcontento popolare, che si stava trasformando in una bomba ad orologeria.

Il sultano amante della musica e delle opere di bene

Qabus bin Said al Said era un uomo di grande cultura. Amante della musica classica, per celebrare i 25 anni del suo regno, Qabus ha richiesto direttamente l’orchetra della BBC Philarmonic di Manchester per un’esibizione. I musicisti e i direttori d’orchestra sono stati invitati nell’Oman per suonare Beethoven, Rossini e Čajkovskij.

Il sultano era anche filantropo e a beneficiare delle sue opere di bene c’è anche l’Italia. I cittadini di Bari hanno ricevuto 5 milioni di euro, di cui 2 milioni donati all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII. Altri fondi sono stati destinati a borse di studio e altre opere di bene.

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