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È stato presentato in Commissione Affari Costituzionali il disegno di legge del Germanicum, la nuova legge elettorale, pensata e scritta dal pentastellato Giuseppe Brescia.

Il Germanicum vede, tra le sue principali caratteristiche, il fatto di avere un metodo proporzionale e uno sbarramento al 5%. Si tratta di 10 pagine di legge, per 3 articoli complessivi.

Come funziona il Germanicum

Proposto dal movimento 5 Stelle, il Germanicum si rifà, come struttura, alla legge elettorale di stampo tedesco (e da qui il nome) e vuole andare oltre ai collegi uninominali del Rosatellum.

Nel disegno di legge troviamo 28 circoscrizioni e 63 collegi uninominali.

La Camera presenterà 400 seggi (di cui 8 destinati agli eletti all’Estero) e saranno, invece, 200 i seggi al Senato (in questo caso saranno 4 quelli assegnati agli eletti all’estero). È stato lo stesso Giuseppe Brescia a spiegare, in un post su Facebook, l’idea alla base di questa legge: “Si parte da un metodo diverso rispetto al passato: NO a riforme elettorali di fine legislatura condizionate da interessi di parte, SI’ a un confronto trasparente e sincero con le opposizioni”.

Protesta dalle opposizioni

Il nuovo disegno di legge non piace però a molti: tra i principali antagonisti ci sono Fratelli d’Italia, Italia Viva e molti dei partiti minori.

Giovanni Donzelli ed Emanuele Prisco, di FdI, hanno scritto una nota congiunta, in cui criticano aspramente il Ddl: “È un ritorno alla palude della Prima Repubblica, senza però avere nemmeno quella preparazione politica nei protagonisti, e punta a consentire a M5S e PD di poter rientrare dalla finestra quando, con il voto, i cittadini li faranno uscire dal portone principale dei palazzi che contano”.

Sicuramente, si tratta di una dichiarazione di opposizione palese: “Fratelli d’Italia si batterà in aula e fuori per impedire questo scempio e ribadisce che il sistema maggioritario era e resta la migliore soluzione, soprattutto se accompagnato dalla madre di tutte le riforme: il presidenzialismo”.

Marco Di Maio, capogruppo di Italia Viva, apprezza, ma non fino in fondo: “Accettiamo, come base di partenza per la discussione parlamentare, l’impianto di una legge proporzionale corretta da soglia di sbarramento nazionale al 5%, ma non condividiamo la norma sul cosiddetto ‘diritto di tribuna’, perché potrebbe diventare lo strumento per aggirare il significato e l’utilità dello strumento della soglia”.

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