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Un nuovo triste capitolo di un ancor più triste vicenda di cronaca. Nel 2013, un 40enne uccise l’ex moglie, per poi suicidarsi. Adesso l’INPS sta chiedendo alle figlie eredi di pagare alcune indennità di malattia: chiesti 124.000 euro.

Sparò alla moglie e al nuovo compagno

La vicenda aveva conquistato le prime pagine di cronaca nell’estate del 2013. Il 28 luglio, a Marina di Massa (provincia di Massa Carrara), il 40enne Marco Lojola aprì il fuoco contro l’ex moglie Cristina Biagi, uccidendola. Nello scontro, sparò anche 6 colpi di pistola contro il nuovo compagno della donna, per poi rivolgere l’arma contro se stesso e uccidersi.

Questo caso di omicidio/suicidio, dettato dall’impossibilità dell’uomo di accettare la fine della relazione, si era lasciato alle spalle anche due giovani vittime collaterali: si tratta delle figlie minorenni di Marco Lojola e Cristina Biagi, che da allora stanno provando a ricostruire la loro vita dopo la tragedia.
A complicare le cose, rivela il quotidiano La Nazionearriva però l’INPS, che sta cercando di rivalersi su di loro per le colpe del padre.

Chiesti 124.000 euro di indennità di malattia

6 anni dopo la morte del padre e della madre, le due giovani ancora oggi minorenni si sono viste recapitare una richiesta di pagamento da parte dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale.

L’INPS si è rivolta a loro in quanto eredi dell’uomo e a loro chiede il pagamento di 124.000 euro.
Questi soldi riguardano le spese di indennità di malattia e l’assegno di invalidità dato dall’Istituto al compagno della madre, sopravvissuto ai 6 colpi di pistola sparati. Dal momento che la responsabilità della disabilità è imputata a Marco Lojola, l’INPS si rivale ora sugli eredi e, viene spiegato, in caso di mancato pagamento procederà al recupero coattivo.

La richiesta dell’avvocato di famiglia

Per quanto possa sembrare crudele e beffarda, la richiesta dell’INPS appare legittima.

Lo ribadisce anche l’avvocato Francesca Galloni a La Nazione, annunciando tuttavia che sta cercando di fare qualcosa per alleviare la situazione delle due giovani.
Dopo aver perso la madre e il padre, infatti, ci ha pensato il nonno a fargli da tutore. Le figlie hanno ereditato la casa dai genitori, ma il suo valore non sarebbe in grado di coprire le spese di indennità richieste. Per questo l’avvocato ha intenzione di incontrarsi con l’INPS. “Spero che l’Inps, valutando la situazione, receda dalla richiesta, ripeto legale, che ha avanzato – le parole dell’avvocato a La Nazione – In seconda ipotesi che si possa arrivare a transare una cifra ben diversa, che si basi sulla situazione di questa famiglia.”

La speranza dell’avvocato è dare un po’ di serenità a queste giovani: il padre ha ucciso la madre, si è suicidato e ora rischiano di perdere tutto per le spese di risarcimento dell’ex compagno della madre. Una vicenda la cui tragicità non sembra avere fine.

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