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Manovra 2020: dibattito politico infuocato per la tassa sulla plastica

Acceso dibattito sulle misure previste dalla bozza della manovra 2020 presentata dal governo Conte II. Su tutte, la più colpita è la plastic tax, che riguarda la plastica monouso. Da Renzi a Meloni, da Bonaccini a Toti, le imposte previste non sembrano piacere né a destra né a sinistra. O meglio, la sinistra si divide, tra favorevoli e contrari. I 5 Stelle si inseriscono nel dibattito a gamba tesa con Di Maio che difende a spada tratta la plastic tax e la tutela dell’ambiente. Si discute sulle tasse, ma non ci sono solo loro: la manovra prevede anche incentivi per favorire il passaggio ad un’economia circolare ed ecosostenibile (sebbene gli impegni del governo in questa direzione siano giudicati insufficienti dagli ambientalisti).

Plastic tax: di cosa si tratta

Le tasse contenute nella manovra sarebbero diverse. La principale, o la più discussa, pare la tassa sulla plastica. La plastic tax prevede il pagamento di 1 euro d’imposta per ogni chilogrammo di plastica monouso. La misura colpirebbe bottiglie, buste, vaschette per alimenti in polietilene, rotoli e pellicole da imballaggi, tetrapak del latte, contenitori di detersivi, tappi, etichette e polistirolo. Non tocca invece siringhe e prodotti riutilizzabili come contenitori per oggetti e taniche. D’altra parte, la bozza della legge di bilancio contiene anche degli incentivi per le aziende che operano nel settore della plastica e passeranno a materiali biodegradabili.

Un credito d’imposta del 10% delle spese sostenute nell’arco del 2020: un bonus, scrive il Corriere della Sera, che può arrivare fino a 20mila euro.

I favorevoli. Di Maio: “Dovere pensare alle nuove generazioni”

Per alcuni la tassa sulla plastica è sacrosanta. Così su Facebook Peppe Provenzano, Ministro per il Sud: “Avete postato le foto del nostro mare inquinato di plastica. Avete aperto manifestazioni con video sull’inquinamento. Borracce, selfie con Greta. E ora, 4 o 5 centesimi per quella bottiglietta che (fino a ieri?) non volevate nelle foto, valgono la vostra polemica?

Non ci credete nemmeno voi.” Infine, Di Maio su Facebook: “Dibattito surreale. Per anni ci hanno detto: rispettiamo l’ambiente. Nel frattempo, trivellavano i mari, inauguravano nuovi inceneritori, rievocavano il nucleare. A parole sono tutti statisti. Oggi c’è un governo che ci mette la faccia. Che ai cittadini ha promesso un grande piano per l’ambiente, per il futuro dei nostri figli e delle nostre imprese. La plastic tax serve a dare una scossa, a invertire la rotta. Promuovi l’ambiente facendo delle scelte. È dovere di chi rappresenta le istituzioni pensare alle future generazioni”.

I pareri contrari

Le misure previste dalla manovra hanno infuocato gli animi sia a destra che a sinistra. Meloni (FDI) tuona su Twitter: “Che senso ha tassare oggi la plastica monouso quando sarà messa al bando in tutta la UE dal 2021?” Dello stesso tenore il commento di Salvini: “Adorano le tasse, odiano le imprese! Il governatore ligure Toti sceglie una linea più ironica e twitta: “Come seguire una puntata di un talent: Tax Factor” Ma le critiche piovono anche da sinistra. Il Presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini (PD), scrive Repubblica, sulla plastica ricorda che la sua regione ha già previsto un futuro piano plastic free “per una svolta ecologica assolutamente necessaria, ma che non deve colpire imprese e lavoro. Posizione condivisa da ItaliaViva di Renzi, che annuncia battaglia. Al Messaggero l’ex premier ha definito la plastic tax: “una mazzata alla classe media”.

Matteo Renzi✔@matteorenzi

Nonostante i retroscena sui giornali la verità è semplice: noi di @ItaliaViva non siamo contro nessuno. Siamo solo contro l’aumento delle tasse e facciamo proposte concrete su come evitare microbalzelli. Oggi ci criticano ma in Parlamento voteremo insieme contro le tasse, vedrete1.16009:25 – 3 nov 2019Informazioni e privacy per gli annunci di Twitter941 utenti ne stanno parlando

Le altre misure previste dalla manovra

Le altre misure contenute nella bozza della manovra vanno dall’aumento delle accise per i fumatori e l’introduzione di una nuova tassa su cartine e filtri, alla stretta fiscale sulle auto aziendali. La proposta è di alzare dal 30% al 60% del valore del fringe benefit (la voce addizionale alla retribuzione offerta sotto forma di beni e servizi) la tassa sui veicoli inquinanti (che emettono fino a 160 g di CO2 al chilometro). Sono esclusi i veicoli per fini commerciali, mentre resta all’attuale 30% l’imposta su quelli elettrici ed ibridi. Per i mezzi più inquinanti di tutti (oltre i 160 g di CO2 a chilometro) la tassa arriverà al 100%. Introdotta anche la tassa sulle bevande zuccherate, mentre le merendine restano fuori dalla “sugar tax”. Infine, aumento dal 12 al 15% della tassa sulle vincite superiori a 500 euro a slot, Gratta e Vinci, Superenalotto.

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