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Bimba disabile crea disagi in classe agli altri alunni, genitori tengono i figli a casa per protesta | Aggiornamento

La protesta dei genitori degli alunni che frequentano una scuola primaria di Cornegliano Laudense (Lodi): bambini a casa per un giorno per protestare contro la presenza della compagna disabile. Ecco cos’è successo

I bambini che frequentano una delle classi della scuola primaria di Cornegliamo Laudense (Lodi) sono rimasti tutti a casa, per un giorno, per volere dei loro genitori. L’assenza da scuola è stata voluta dai loro genitori per protesta e i motivi che hanno alimentato questa lamentala sono alquanto discutibili: nella classe di questi bambini si trova anche una bimba disabile, secondo i genitori “colpevole” di rallentare l’attività scolastica degli altri.

Bimba disabile crea disagi in classe agli altri alunni, i genitori protestano. I docenti rispondono

Avere una bambina disabile come compagna di classe può creare disagi a livello pratico e rallentamenti nell’attività scolastica degli altri suoi compagni. Questo il motivo che ha spinto alla protesta alcuni genitori di bambini che nella loro classe hanno una bimba diversamente abile. I genitori sono arrivati a tenere a casa, per un giorno, i loro figli. Questo è successo circa una ventina di giorni fa, in una scuola primaria di Cornegliano Laudense (Lodi), ma la notizia è stata diffusa soltanto da poco.

Le proteste contro l’iniziativa genitoriale non sono mancate e gli insegnanti stessi hanno indetto, due giorni fa, una manifestazione in occasione di una riunione a cui hanno preso parte i genitori, su convocazione della dirigente scolastica dell’istitutoLa scuola è aperta a tutti ed è un luogo di inclusione: questi i principi, fondamentali, cui i docenti hanno voluto dar voce attraverso una nota pubblicata sul sito internet della scuola stessa.

Come riporta Today, i genitori dei bimbi coinvolti nella protesta hanno esposto la loro versione dei fatti e hanno spiegato il perché di questa presa di posizione: non un volersi lamentare della presenza della bambina disabile in quanto tale, ma delle mancate o inadeguate risposte fornite dalla scuola a delle richieste di intervento sui problemi di comportamento della bimba che sono stati riscontrati durante le ore di lezione in classe.

Bimba disabile crea disagi in classe agli altri alunni, il comunicato della scuola

Riportiamo per intero il comunicato che l’istituto ha pubblicato, in merito alla vicenda, sul suo sito internet:

La comunità educante dell’I.C. Lodi Terzo intende, in questo particolare momento, ribadire con forza e determinazione che l’idea dell’inclusione, oggi più che mai, è parte integrante e fondante del corredo genetico di questa istituzione scolastica.

Una idea, quella dell’inclusione, che oggi più che in passato deve essere difesa e protetta; con il procedere concreto e quotidiano che trova il suo significato ultimo nella progettazione, nella formazione e nella ricerca del benessere di tutti i ragazzi e di tutti i genitori che hanno deciso di affidare le sorti educative e umane dei loro figli alla nostra scuola.

La scuola è una comunità e come tale deve occuparsi di tutti e in particolar modo di chi ne ha più bisogno, anche perché come docenti ci sentiamo particolarmente legati all’idea dei nostri padri costituenti che scrivevano nell’articolo 34 della nostra Costituzione: “La scuola è aperta a tutti …”.

Sappia la comunità di Lodi che troverà nella nostra scuola un presidio forte di inclusionelegalità e amore per la bellezza intesa come costante ricerca del benessere per chiunque varchi la soglia del nostro istituto.

Il Collegio dei Docenti riunitosi in seduta ordinaria in data 24 ottobre 2019

[L’altro è sempre infinitamente meno importante dell’io ma sono gli altri che fanno la storia,
Pier Paolo Pasolini]”

Bimba disabile crea disagi in classe agli altri alunni, ci sono stati episodi di aggressività | Aggiornamento

Un articolo pubblicato ieri  1 novembre 2019 da Il Fatto Quotidiano aggiunge degli altri particolari a questa vicenda e aiuta a chiarire meglio una situazione non proprio chiarissima all’atto della diffusione della notizia. La protesta dei genitori contro l’I.C. Lodi Terzo, protesta che ha portato i bambini a scioperare con un’assenza di massa lo scorso 11 ottobre, parte da episodi di aggressività anche piuttosto seri.

La piccola, affetta da una disabilità  psichica, durante uno di questi episodi avrebbe lanciato una brocca di vetro contro una compagna, colpendola in pieno. Una situazione così allarmante da indurre una maestra a stabilire una parola d’ordine da pronunciare in momenti che potrebbero degenerare in episodi di violenza: una volta pronunciata, i bambini devono lasciare la classe. C’è preoccupazione da entrambe le parti, sia da parte della mamma della bimba disabile sia da parte degli altri genitori. La scuola ha pertanto stabilito che i bambini sosterranno degli incontri con uno psicologo.

Si era parlato di “scuola aperta a tutti” e di “inclusione“, ma tali episodi aiutano a delineare i tratti di una vicenda molto delicata che pone educatori e istituzioni davanti a una sfida imprescindibile: quella di rendere la scuola un luogo davvero aperto a tutti, nel massimo sosteno nei confronti di chi è affetto da gravi forme di disabilità ma facendo in modo, al contempo, di non mettere tutti gli alunni in situazioni di pericolo.

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