fbpx
Loading...

Notizie Libere 24

Le notizie piu interessanti del momento

Manovra finanziaria 2020: più o meno tasse? Ecco tutta la verità

Varrà circa 30 miliardi. Scongiurato l’aumento Iva, sarà necessario un deficit al 2,2%, 7 miliardi di entrate dalla lotta all’evasione e 3,5 miliardi di tagli alla spesa e ad alcune agevolazioni fiscali

Varrà circa 30 miliardi la legge di bilancio per il 2020. Una manovra monstre che ha preso forma nella Nota di aggiornamento al Def approvata nella tarda serata del 30 settembre. Il Governo rassicura: sono stati trovati i soldi per evitare l’aumento dell’Iva tanto temuto, e in più si riuscirà anche ad alleggerire la pressione fiscale e il cuneo sul lavoro. Come? Con il deficit. Anzi, con lo sforamento degli obiettivi di deficit fino al 2,2% per circa 15 miliardi di ulteriore agio, poi con la lotta all’evasione fiscale attraverso incentivi all’uso di pagamenti tracciabili da cui si attendono altri 7 miliardi di entrate e infine con tagli alla spesa e ad alcune agevolazioni fiscali per circa 4 miliardi. 

L’obiettivo finale di recupero dei conti pubblici è spalmato su un orizzonte di tre anni e prevede un pil che dal +0,1% del 2019 passi al +0,6% del 2020 al +1% del 2021 e del 2022. Nello stesso periodo il debito pubblico, che nel 2019 chiuderà ancora in un aumento al 135,7% (+1%), è previsto in calo al 135,2% nel 2020 fino al 131,4% del 2022.

Loading...

LO STOP ALL’AUMENTO DELL’IVA

È infatti un Def che il neo Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha presentato come di lungo periodo, con la mano tesa all’Europa. Come dire: cerchiamo di garantire una tenuta dei conti nel tempo in cambio di una flessibilità sul deficit che dovrà passare dall’1,4% calcolato durante la scorsa legislatura (e che considerava l’aumento dell’Iva evitato) al 2,2% preventivato ora e che, in un momento di crisi come quello attuale che abbraccia tutta la Ue (a partire dalla Germania), potrà essere digerito più facilmente.

Questo è un passaggio chiave per il Governo Conte-bis. Senza l’apertura sul deficit sarebbe impossibile evitare i 23 miliardi di euro di aumento dell’Iva che scatterebbero in automatico in base alle clausole di salvaguardia inserite nella manovra finanziaria del Governo Berlusconi nel 2011 (e poi successivamente modificate dal Governo Letta e Renzi) e che prevedono l’automatico aumento dell’Iva a partire dal 2020 al 25% e al 13% (dal 22% e 10%) in caso di mancato reperimento alternativo di risorse per garantire gli obiettivi della finanza pubblica. Uno scenario che tutti i governi che si sono succeduti hanno voluto evitare perché rappresenta un grande peso economico per i cittadini e ovviamente un boomerang politico. 

Loading...

SE LOTTA ALL’EVASIONE FA RIMA CON LOTTA AL CONTANTE

Altri 7 miliardi di euro dovranno essere ricavati dalla lotta all’evasione fiscale che, per il Governo Conte e il ministro Gualteri, significa agire soprattutto sulla lotta al contante andando ad agevolare i pagamenti tracciabili di tipo elettronico (carte di credito e bonifici) in un Paese come l’Italia dove, secondo il Ministero dell’Economia e delle Finanze, l’86% delle transazioni è regolata ancora in banconote. Per questo sono allo studio una serie di misure volte a ridurre i costi degli strumenti di pagamento elettronici sia per i consumatori sia per gli esercenti e bonus fiscali per chi ne fa maggiore uso. 

Il Presidente Sergio Mattarella in occasione della cerimonia di giuramento del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte e dei membri del nuovo Governo (foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)


LE ALTRE MISURE

Ma c’è di più. Il Governo ha elencato 23 disegni di legge collegati alla manovra con i quali vuole far partire già dal 2020 il taglio del cuneo fiscale (2,7 miliardi nel 2020 e 5,4 miliardi nel 2021), il “Family Act” (una riorganizzazione delle agevolazioni fiscali per le famiglie con particolare attenzione alle categorie più sfortunate con disabilità), una spinta ulteriore alla digitalizzazione, la web tax per le multinazionali del settore che operano in Italia ma dichiarano i profitti altrove e un Green New Deal con due fonti di investimento assegnati allo Stato e a Enti territoriali per 50 miliardi di dotazione volti a progetti di riconversione energetica e uso di fonti rinnovabili. 

Loading...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *