fbpx
Loading...

Notizie Libere 24

Le notizie piu interessanti del momento

Ricerca: Gli italiani sono i più pessimisti d’Europa…ma ci sono buone notizie

GLI ITALIANI: COSA CONSUMANO E COME STANNO CAMBIANDO

Il Rapporto Coop 2019: la paura del futuro non ci ha ancora abbandonati, c’è pessimismo, le famiglie spendono meno. E sempre meno famiglie si mettono ai fornelli. 

Gli italiani sono i più pessimisti d’Europa, hanno un reddito che ancora non è riuscito a risalire ai livelli precedenti la crisi iniziata nel 2008, chi lavora guadagna in proporzione meno rispetto agli altri paesi europei e mediamente non è soddisfatto.

Loading...

Lo scenario descritto dal Rapporto Coop 2019 che ogni anno fotografa i consumi e gli stili di vita degli italiani non lascia dubbi: la paura del futuro non ci ha ancora abbandonati, le famiglie spendono meno in cibo e alimentazione (è la prima volta dal 2013) e stanno cambiando anche le abitudini e lo stile di vita. 

COME CI SENTIAMO

Siamo il popolo più pessimista d’Europa: secondo il rapporto Coop 2019 la pensa così un italiano su due che vede nero sul futuro. A pesare su questa negatività sono diversi fattori: dalla situazione internazionale con le guerre commerciali in atto tra Usa e Cina e la stagnazione economica che sta colpendo anche in Europa paesi solidi come la Germania, alla situazione interna al Paese con un pil atteso alla fine dell’anno al massimo con una crescita dello 0,1%. Per non parlare poi dell’incertezza politica, con le continue variazioni di Governi in carica. 

Loading...

Ma mentre in Europa qualche segnale di reazione si intravede, l’Italia resta il paese dove il reddito pro-capite non ha ancora raggiunto i livelli pre-crisi: 9 punti percentuali di differenza (a marzo 2019) mentre la media europea è sopra di 3 punti (la Germania +13, la Franca +7,3, il Regno Unito +5,4).

Sul fronte del lavoro poi, se è vero che le previsioni sull’occupazione continuano a essere positive (il tasso di disoccupazione nel 2019 e nel 2020 è previsto in leggero miglioramento al 10,2%), è la qualità dell’occupazione a generare più frustrazioni. Gli italiani lavorano le stesse ore che negli altri paesi del Sud Europa, più di quanto facciano nei paesi del Nord Europa ma guadagnano meno di tutti con un record negativo di produttività e di insoddisfazione.

COME SPENDIAMO

Tutto questo ha delle ripercussioni concrete sulle modalità di spesa e sullo stile di vita e di consumi. Il dato che su tutti colpisce è che nel 2018, dopo 5 anni di aumenti moderati, si è assistito a un dietrofront della spesa media delle famiglie. Considerata l’inflazione il dato reale parla di un -0,9% con grandi differenze tra nord e sud dove si spendono fino a 10 mila euro l’anno in meno per i consumi ordinari. Questo trend in frenata si è registrato anche nella spesa alimentare (dopo 3 anni positivi) e ha registrato la sua battuta d’arresto a 5 punti sotto i livelli pre-crisi. 

Le caratteristiche dei consumatori italiani fotografati dal rapporto Coop sono fondamentalmente tre: 

  • Sono ecologisti
  • Cucinano sempre meno
  • Tengono alla salute e all’italianità

Il 68% degli interpellati si dice favorevole a far pagare un supplemento per i prodotti in plastica monouso così da disincentivarne l’utilizzo, e sono sempre di più quanti si rivolgono ai servizi di food delivery (utilizzato dal 26%) e acquistano sempre più instant food (+9,3% in un anno).

In 20 anni si è dimezzato il tempo passato a cucinare ogni giorno, a cui vengono dedicati appena 37 minuti. Dunque si spende sempre di più per mangiare fuori casa (83 miliardi) e mentre c’è stata una prima riduzione della spesa per smartphone (-1,6% da gennaio a luglio 2019) è esploso il fenomeno delle instant pot, le pentole elettriche (+72,8% da gennaio a luglio 2019), valido sostegno in cucina. Gli italiani inoltre privilegiamo sempre di più gli snack, frutta e verdura meglio se già confezionate, le barrette sostitutive dei pasti e tutto ciò che può rappresentare un piatto pronto ma sano.

La tendenza salutista in atto si intravede anche dal calo delle vendite di bibite gassate (ad eccezione della birra il cui consumo nei primi sei mesi dell’anno è stato di 7 milioni di ettolitri) e nella scelta di mettere nel carrello della spesa soprattutto proteine e fibre e meno grassi e carboidrati. Sulle tavole degli italiani torna la carne (+3,5%) e l’attenzione è a tutto ciò che è italiano. Il Made in Italy è un fattore a cui non si vuole rinunciare e, stando al rapporto Coop 2019, conta anche più del prezzo e del sapore. Offre sicurezza: e questo per il 78% dei consumatori fa la differenza.

Loading...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *