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Castrato da un pitbull: punizione esemplare per uno stupratore messicano

Escalation di violenza a Città del Messico. Negli scorsi giorni un uomo di 30 anni è stato catturato da una banda messicana, torturato e dato in pasto alla ferocia di un pitbull, che ne ha divorato i genitali. L’accusa di questo violento tribunale di strada? L’avere aggredito e violentato una donna della capitale, lo scorso mese.

Un’aggressione senza precedenti

La vicenda ha dell’incredibile, se si pensa inoltre al fatto che il tutto è stato filmato da un cellulare, e caricato in rete (probabilmente come avvertimento). Durante le riprese è possibile vedere 5 uomini che circondano il sospetto, scaraventandolo a terra e spogliandolo.

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Si avvicina di corsa un cane di razza pitbull, bianco, con le macchie marroni: sotto gli ordini dei membri della gang, l’animale punta ai testicoli dell’uomo, strappandoglieli. Udibili le grida di terrore del trentenne: “Fermati, ora lasciami”.

Violenza di strada

Nell’immaginario comune il pitbull è, da sempre, una razza canina associata all’aggressività e all’efferatezza. La stessa origine del suo nome deriva infatti da “pit”, termine inglese che designa la fossa, o l’arena, destinata ai sanguinosi spettacoli di combattimenti tra cani, molto in voga nella Gran Bretagna del 1800. I pitbull sono al centro della polemica anche a causa di recenti casi di cronaca.

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Tuttavia, sono i padroni a decidere del destino di un cane, tramite il trattamento che gli riservano. Un simile fatto è da imputare alla gang messicana, più che allo stesso animale. La criminalità organizzata in Messico è uno dei problemi sociali più gravi dello Stato. I cartelli messicani hanno origine da antiche faide, guerre legate allo spaccio di droga: ma oggi come allora, il denominatore comune è la violenza. I media locali affermano che, negli ultimi anni, la crudeltà dei metodi di tortura delle organizzazioni criminali messicane è aumentata esponenzialmente.

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