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27enne dichiarata morta cerebralmente, dopo 117 giorni nasce la sua bambina

I medici e gli infermieri dell’Ospedale universitario di Brno, in Repubblica Ceca, hanno scritto una nuova pagina nella storia della medicina. Il 15 agosto è venuta al mondo la piccola Eliska dalla madre, della quale era stata dichiarata la “morte cerebrale” 117 giorni prima.

Eliska: un caso unico al mondo

Quest’estate a Brno, in Repubblica Ceca, è stato messo in atto dai medici e dagli infermieri dell’Ospedale universitario, un prodigio scientifico. Il 21 aprile scorso è stata dichiarata la morte cerebrale di una donna di 27 anni, che era alla 16esima settimana di gravidanza. Il personale medico sanitario dell’Ospedale ceco ha mantenuto le funzioni vitali della 27enne per 117 giorni.

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Così il 15 agosto è nata Eliska, una bambina sana di 2 kg e 130 gr. Un caso unico non solo nel Paese, ma in tutto il mondo. A rendere nota la storia della piccola e della sua mamma è stato proprio l’Ospedale universitario, tramite un lungo comunicato stampa.

La mamma dichiarata morta ma mantenuta in vita per la sua piccola

Il 21 aprile scorso, all’Ospedale universitario di Brno è stata trasportata con un elicottero di emergenza una donna di 27 anni, dopo essere stata trovata incosciente. La giovane futura mamma era alla 16esima settimana di gravidanza.

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L’anamnesi, purtroppo, non prometteva nulla di buono: vi erano malformazioni artero-venose e presentava segni di epilessia. Una TAC mostrava un riversamento di sangue nel suo emisfero cerebrale sinistro. Lo stesso giorno ha smesso di respirare autonomamente. Un esame neurologico ha confermato l’areflessia, ovvero, la perdita della capacità dei muscoli di reagire agli stimoli fisiologici. L’areflessia può interessare sia la motilità volontaria che quella dipendente dal sistema neurovegetativo. Dunque, ne è stata dichiarata la morte cerebrale.

Il lavoro dei medici

Da quel momento in poi, i medici dell’Ospedale universitario di Brno e quelli della facoltà di medicina dell’Università di Masaryk hanno collaborato per salvare la piccola nel grembo della 27enne.

Per compiere questa straordinaria impresa si sono messi all’opera da diversi reparti: anestesia, rianimazione, medicina intensiva, ostetricia e ginecologia. Tutti hanno fatto del loro meglio per stabilizzare le funzioni vitali e proteggere il feto. È stata seguita una complessa cura, a lungo termine, per mantenere l’attività del cuore, delle funzioni polmonari e renali. Inoltre, hanno prestato la massima attenzione per mantenere l’integrità della pelle e prevenire le infezioni. Infine, seria importanza è stata data alla nutrizione, per garantire il fabbisogno energetico della madre e quello del feto.

La nascita della bimba

Alla fine di giugno per Eliska si prefigurava la speranza di vivere: diversi ginecologi si sono riuniti e a seguito di analisi hanno confermato che il peso del feto era 980 gr. A metà luglio il peso era aumentato: 1 kg e 500 gr. Il 15 agosto, la gravidanza è stata interrotta con un cesareo. La piccola è nata sana, di 2 kg e 130 gr e lunga 42 cm. In seguito è stata affidata all’amore e alle cure del padre e del fratello. Il caso della piccola non solo entrerà nella storia della medicina ma dimostra l’enorme forza della vita umana.

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