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Svaniti nel nulla: in Italia sono quasi 60 mila le persone scomparse

Sono 59.044 gli individui che ad oggi risultano scomparsi in Italia. Usciti dai propri focolai domestici per non esserne mai più rientrati. Nonostante le nuove tecniche scientifiche a disposizione sono davvero numerose le persone scomparse, tanto da poter popolare città di medie dimensioni. Ne ha parlato il Commissario ai misteri italiani a Libero Quotidiano.

Un numero agghiacciante

Troppi i casi irrisolti, troppe le persone che mancano da casa e delle quali non si ha più alcuna traccia. Casi come quelli di Ettore Majorana, fisico scomparso misteriosamente nel 1938, l’economista Federico Caffè nel 1987, Ylenia Carrisi, figlia di Albano e Romina, scomparsa a New Orleans nel 1994 e la piccola Denise Pipitone, spesso citata dalle cronache per non essere stata mai più ritrovata da quel maledetto 1 settembre 2004.

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Ne parla il prefetto Giuliana Perrotta, Commissario straordinario del governo per le persone scomparse, durante un’intervista all’edizione cartacea di Libero Quotidiano. “Tanti quanti gli abitanti di una città di medie proporzioni, tipo Savona o Matera”afferma Perrotta.

Dal 1974 al 30 giugno 2019 le denunce di scomparsa in Italia sono state 236.656, di cui 90 mila erano donne, l’85% ritrovate. Ma quando si parla di ritrovamento bisogna considerare che l’ 1,3% dei casi non è sopravvissuto.

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Sta di fatto che 59.044 individui ancora da rintracciare non corrispondono ad una cifra irrisoria. Di questo numero, inoltre, il 75% è rappresentato da minorenni, in maggioranza stranieri, un dato senz’altro legato al fenomeno migratorio riferito al periodo 2015-2017 e all’allontanamento dai centri di accoglienza.

Sono i minori ad avere la peggio

“Spesso sono sedicenti minori perché privi di documenti” e nonostante la maggior parte degli allontanamenti si risolve in modo positivo “è anche vero che negli ultimi 5 anni abbiamo registrato dati che fanno riflettere: 350 casi in più dal 2014 al 2018“, afferma Giuliana Perrotta a Libero Quotidiano.

Il Commissario spiega come ci sia sempre una motivazione legata all’allontanamento e che 419 individui si sono volontariamente allontanati nell’ultimo semestre. Poi ci sono le donne e le bambine che rappresentano il 34% delle denunce, in ultimo, gli anziani 6% over 65 con disturbi psicologici.

Non si smette mai di cercare una persona scomparsa

Alla domanda: “si smette mai di cercare una persona scomparsa?” La risposta del Commissario è “mai”“Adesso, poi, con le nuove tecniche che la scienza ha messo a disposizione, si cerca di risolvere anche i cosiddetti cold case. Bisogna poter riconoscere bimbi rapiti anni fa, oggi adulti”. Denunciare lo scomparso entro le 24 ore senza indugiare è, però, d’obbligo. “Prima partono le ricerche, meglio è”.

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