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Gli italiani e lo stipendio: le differenze tra uomini e donne

A parità di lavoro le donne guadagnano in media il 10% in meno. Meglio che in passato ma sempre peggio che in Europa dove, per gap contributivo, ci posizioniamo al 17° posto su 24 Paesi

C’è uno studio che la dice lunga su quale sia la situazione della differenza di salario tra uomini e donne in Italia e di come l’equità sia un concetto davvero molto lontano dal reale. È il Gender Gap Report 2019 realizzato dalla società di consulenza JobPricing in collaborazione con la società di ricerca del gruppo Adecco Spring Professional e che riguarda il mercato del lavoro privato.

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PER LE DONNE MENO SOLDI E MENO CARRIERA

La prima evidenza che emerge dal rapporto è che in Italia, a parità di lavoro con un collega uomo, è come se una donna cominciasse a guadagnare dalla seconda metà di febbraio. Oltre un mese e mezzo di retribuzione in meno. E questo accade sia a parità di ruolo professionale che a parità di impiego.

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Sebbene dal 2016 al 2018 la differenza retributiva sia diminuita del 2,7%, resta comunque ampio il gap tra i due sessi: gli uomini guadagnano in media il 10% in più pari a circa 2.700 euro lordi. Una disparità che ci posiziona, secondo i parametri Eurostat, al 17° posto su 24 paesi.

Non solo. Alla differenza di stipendio si somma anche il fatto che l’accesso delle donne alle posizioni di rilievo (cosiddette “apicali”), seppur in miglioramento rispetto al passato, resta molto basso. Secondo l’Istat infatti tra il 2008 e il 2018 la percentuale di donne quadri è scesa dal 45% al 41% e quella delle donne dirigenti dal 32% al 27%. E se dal totale si tolgono le donne che lavorano nel settore pubblico, allora le percentuali scendono ancora: 29% per la posizione da quadro e 15% per quella da manager.

Certo ci sono anche casi in cui il gender gap si capovolge, con le donne che arrivano a guadagnare più dei colleghi uomini. È meno frequente e accade in genere nei settori delle utilities e dell’energia ma al massimo la differenza di salario arriva all’8% rispetto al 20% nel caso di predominanza maschile su quella femminile.

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NO SOLO IN ITALIA

Il problema non è solo italiano. Secondo i dati del World Economic Forum (WEF) per colmare il Gender Gap nel mondo potrebbero volerci 108 anni. Se dal 2006 a oggi la riduzione del gender gap è stata del 3,6%, nel 38% dei paesi la situazione è anche peggiorata.

Quanto all’Italia, il WEF indica che rispetto al 2017 ha guadagnato 12 posizioni ma resta ancora molto indietro: se nel campo della salute e dell’istruzione si è raggiunta la sostanziale parità, la partecipazione politica e quella economica delle donne nel nostro Paese hanno livelli del tutto insufficienti. Ma mentre la prima ci vede più vicini al gruppo di testa, la seconda ci vede al 118° posto in classifica su 144 paesi nel mondo.

E la situazione potrebbe peggiorare all’accrescere della digitalizzazione del lavoro. Secondo Job Pricing infatti, la trasformazione digitale impatterà soprattutto su occupazioni tradizionalmente appannaggio delle lavoratrici che sono in ritardo rispetto agli uomini nell’acquisizione delle competenze che riguardano scienze, tecnologia, ingegneria e matematica.

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