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Così si possono controllare i costi dei prestiti

Federconsumatori ha lanciato il Servizio Trasparenza per stanare, nei contratti degli ultimi 10 anni, spese non dovute o gonfiate. Ecco come funziona

Si chiama Servizio Trasparenza ed è il servizio con cui Federconsumatori vuole tutelare i consumatori dalle sorprese derivanti da costi non dovuti o gonfiati da parte delle società finanziarie e contenuti in contratti di prestiti e cessioni del quinto.

O meglio: se si teme che ci possano essere voci di costo non chiare o non ben esplicitate nel proprio contratto, è possibile rivolgersi agli sportelli di Federconsumatori per vederci chiaro, con l’unico vincolo che il contratto non deve essere stato stipulato più di dieci anni fa. Un software apposito incrocerà tutti i dati sottoscritti e fornirà il verdetto che potrà poi essere analizzato con un consulente.

La verifica potrà essere fatta sul tasso di interesse effettivo applicato (che potrebbe risultare più alto di quello indicato) oppure su una polizza sottostante il prodotto finanziario e non ben spiegata, che magari ha un premio non proporzionato all’importo richiesto o che copre da rischi inutili.

Altre volte si possono trovare costi non previsti e aggiunti per l’apertura di una pratica o anche calcolati due volte, situazione che si può verificare anche in caso di estinzione anticipata del finanziamento con interessi di mora troppo elevati o diritti e onorari sproporzionati rispetto al debito maturato.

La consulenza avrà un costo simbolico di 10 euro e in caso il consumatore decida di avviare una procedura legale contro la società finanziaria, sarà necessario iscriversi a Federconsumatori perché si possa essere rappresentati nell’azione che sarà comunque stragiudiziale. Se l’esito sarà negativo la questione si chiuderà con una stretta di mano, mentre se il risparmiatore dovesse riuscire a ottenere dalla banca gli importi calcolati per errore, allora potrà fare una libera offerta all’associazione.

Il tema è importante perché i contratti di credito al consumo continuano ad aumentare in Italia e la guardia sulla tutela dei consumatori è bene che non si abbassi. Gli ultimi dati elaborati da CRIF a maggio del 2019, infatti, mostrano come rispetto a un anno prima, ci sia stata una crescita media dell’1,9% in numero di contratti, pari al +2,7% dei prestiti finalizzati e al +0,9% dei prestiti personali con importi medi in calo del 3,6% per un valore medio pari a 9.606 euro, 6.642 euro per i prestiti finalizzati (-3,4%) e 12.744 euro per quelli personali (-3,3%).

In termini di durata del finanziamento, invece, la preferenza degli italiani è sulla durata superiore ai 5 anni, con il 28,1% del totale che riguarda soprattutto i prestiti personali dove il 47,2% sceglie questa tipologia di piano di rimborso.

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