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Integratori naturali fanno male? Ecco chi sta mandando in giro questa bufala

Da alcuni mesi alcuni siti rilanciano notizie che gli integratori naturali fanno male. Periodicamente il nome dell’integratore naturale in questione cambia. Chi ci guadagna a dirlo? E perchè gli elementi della natura che da millenni usiamo dovrebbero farci male? In questo periodo tocca alla curcuma a finire sul banco degli imputati.

Integratori: caso curcuma da ridimensionare

I benefici antinfiammatori e antiossidanti della curcuma sono noti e riconosciuti da tempo dalla comunità scientifica, perciò questa preziosa radice viene utilizzata da decenni negli integratori alimentari di tutto il mondo. Negli ultimi mesi però alcuni prodotti contenenti estratti di curcuma sono stati messi sotto accusa dopo la segnalazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità di alcuni casi di epatite colestatica acuta non infettiva, senza prove certe di nesso causa-effetto. A seguito di queste segnalazioni, si è creato uno stato allarmismo che ha portato molte persone a sospendere l’uso della curcuma e a demonizzare questa importante spezia. In realtà, la situazione è ben diversa da ciò che si è raccontato finora.

Ad oggi, non c’è prova di colpevolezza

Per prima cosa dopo la segnalazione dei casi di epatite, il Ministero della Salute si è riunito con esperti dell’Istituto Superiore della Sanità, di Centri antiveleno, botanici, tossicologici e rappresentanti dei NAS per analizzare la situazione. E’ ancora presto per arrivare a una conclusione certa e le analisi sono ancora in corso, comunque per ora non c’è certezza sulla colpevolezza della curcuma, dal momento che non c’è nessuna evidenza della sua relazione diretta con l’insorgere dell’epatite. L’Istituto superiore di sanità sta svolgendo delle indagini e ha escluso che negli integratori in questione siano presenti sostanze tossiche. Trattandosi di prodotti fabbricati da aziende diverse, con materie prime diverse, in siti diversi, sembra da escludere l’ipotesi di un unico componente dannoso. 

Più probabilmente, si è ipotizzato nel corso della riunione, che questi episodi sono da collegare all’intolleranza di alcuni pazienti agli estratti di curcuma o alla loro assunzione combinata ad altri farmaci. 

Curcuma: i numeri del fenomeno


E’ fondamentale guardare l’ampiezza del fenomeno: a giugno 2019 i casi di epatite legati agli integratori a base di curcuma sono stati 20, ma il numero di prodotti contenenti estratti di curcuma presenti e venduti sul mercato in questi ultimi anni è decisamente elevato, basti pensare che nell’ultimo anno, solo in Italia, sono state vendute 4 milioni di confezioni di prodotti contenenti curcuma. 

L’Unione europea ha introdotto precisi regolamenti (CE 1333/2008 e UE 231/2012) che disciplinano l’uso della curcumina, il principio attivo della curcuma, come colorante alimentare ed esiste inoltre un sistema di controllo molto rigoroso (il RASFF) che tutela la salute umana e animale dai rischi di alimenti o mangimi non sicuri consumati in territorio europeo. 

L’ipotesi più probabile, ad oggi, è che, come in altri Paesi europei, si arrivi alla decisione di inserire un’avvertenza nell’uso di tutti i prodotti contenenti curcuma riferita a soggetti con qualche morbidità.

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