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Le città italiane dove la mobilità è green

Milano al primo posto con il 52% degli spostamenti a emissioni zero. Segue Napoli. Poi Bologna, Pisa, Parma, Treviso e Ferrara. Per il resto l’Italia deve ancora crescere

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Milano e Napoli. Sono queste le due città italiane dove la maggioranza degli spostamenti delle persone vengono fatti con mezzi non inquinanti che siano i servizi pubblici elettrici, la bicicletta o una sana camminata: il 52% a Milano e il 50% a Napoli.

Lo dimostra l’ultimo rapporto di Legambiente “Città Mez – Mobilità Emissioni Zero” elaborato insieme all’associazione per la mobilità elettrica MotusE.

Milano è un modello positivo: entro i prossimi dieci anni il trasporto pubblico locale sarà completamente elettrico. Già oggi è così per un’offerta pari al 74%. Alla capitale lombarda, da sempre più virtuosa, si associano però anche altri casi che fanno ben sperare come quello del Campus di Savona, dell’Università degli studi di Genova, trasformato in una piccola smart city dove oltre a una microrete energetica intelligente sono state, tra le altre cose, installate anche 4 colonnine di ricarica per veicoli elettrici per promuovere una mobilità a zero emisioni, e quello di Firenze, città ancora molto indietro in termini di sostenibilità green, dove il Comune ha però sperimentato l’alleanza per flotte di taxi elettriche.

E ci sono altri otto capoluoghi che possono contare su oltre il 40% di mobilità green (Bologna, Pisa, Parma, Treviso, Ferrara). Il resto deve ancora crescere, e non poco.

COSA DICE LEGAMBIENTE

Il rapporto di Legambiente e MotusE analizza i 104 capoluoghi italiani attraverso diversi indicatori: dalla disponibilità di mezzi elettrici, all’inquinamento, al tasso di motorizzazione, alla presenza di piste ciclabili, al modal share. “Il tasso di motorizzazione cala in quasi tutte le città d’Italia e non è un caso se il capoluogo lombardo in vent’anni ha perso ben 100mila auto e guadagnato altrettanti abitanti, grazie a ad ambiziose politiche locali e agli strumenti che ne conseguono, tra tutti l’attivazione dell’Area B (low emission zone) dopo il successo dell’Area C (Congestion)” si legge nel rapporto.

A Bologna ad esempio l’accessibilità raggiunge il 40% e gli spostamenti a zero emissioni rappresentano il 39%. A Torino a fronte di un’accessibilità del 27% gli spostamenti zero emissioni sono il 40%; a Genova il 39% degli spostamenti è zero emissioni (accessibilità 36%); a Firenze il 17% (accessibilità 26%) e a Roma il 20% (accessibilità 27%).

È vero dunque che ci sono segnali per cui la mobilità sta cambiando, da nord a sud. L’Italia punta indubbiamente sempre di più alle emissioni zero, in grado di ridurre lo smog e affrontare la sfida imposta dai cambiamenti climatici, ma questo cambiamento è lento.

C’è ancora molto da fare. Secondo Legambiente, infatti, “l’uscita dalla mobilità inquinante è già in atto, ma servono politiche nazionali e di sistema, a partire dall’abbandono delle fonti fossili, per ridurre l’inquinamento e rendere più vivibili le nostre città”.

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