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Facebook, chiuse 23 pagine di fake news: il pericolo per le elezioni

Attenti a credere a tutto quello che leggete, perché in tempi di social media non si sa mai chi ci sia dietro la tastiera. E dopo anni di accuse e richieste, Facebook, colosso mondiale della comunicazione, ha deciso di passare all’azione. L’azienda di Menlo Park è da anni accusata di essere un pericolo per la democrazia, a causa del fiorire incontrollato di pagine che pubblicano ogni tipo di speculazione e fake news. A ridosso delle elezioni europee il social network ha bloccato solo in Italia 23 pagine che attiravano 2,48 milioni di utenti. Numeri che la stampa di oggi sogna, eppure le persone coinvolte sono vittime della campagna di disinformazione di questa divulgazione.

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Chiuse pagine Facebook di fake news con 2,5 milioni di utenti

A lanciare l’allarme è stato il movimento Avaaz, che ha sottoposto al social network diverse segnalazioni sulla diffusione di notizie false, partite da 104 pagine e 6 gruppi italiani presenti su Facebook. Queste notizie vengono lette da 18,4 milioni di followers. Per il momento sono state chiuse 23 pagine, incluse alcune di sostegno ai partiti di governo, Lega e Movimento 5 Stelle, che in alcuni casi avevano più utenti delle pagine ufficiali.

pagina facebook
Immagine di repertorio

“Vogliamo il movimento 5 stelle al governo”, “Lega Salvini Sulmona”, “Beppe Grillo For President”: l’elenco è lungo e altrettante sono le diffamazioni operate. Diversi sono i modi con cui si diffondevano i post falsi, dalle tecniche di spam al cambio strategico di nomi, tutti escamotage contrari alle Condizioni d’Uso del social. I loro argomenti si concentravano su vaccini e migranti, oltre che personaggi pubblici come Roberto Saviano.

I ringraziamenti di Facebook ma il problema rimane

Ringraziamo Avaaz per aver condiviso le ricerche affinché potessimo indagare” è la dichiarazione di un portavoce di Facebook sentito dall’ANSA, “Siamo impegnati nel proteggere l’integrità delle elezioni nell’Ue e in tutto il mondo“.

Mark Zuckerberg
Mark Zuckerberg

Il problema di come la piattaforma venga usata per fini manipolatori rimane il grosso cruccio di Mark Zuckerberg. Il patron di Facebook, Instagram e Whatsapp ha anche lanciato una richiesta di aiuto ai governi per contenere il fenomeno. Il tutto mentre le accuse di avere un peso arbitrario in alcune procedure fondamentali della democrazia cominciavano a farsi pressanti.

Dalla Brexit alle europee

Gli esempi più citati di un voto condizionato da disinformazione e fake news sono la Brexit e le elezioni di Trump. Il ricercatore Hunt Allcott e l’economista Matthew Gentzkow inquadrano il fenomeno in un articolo pubblicato sul Journal of Economic Perspectives. Nella campagna elettorale del 2016 negli Stati Uniti il 14% degli americani ha creduto a quello che ha letto sui social e l’americano medio ha visto nel mese precedente le elezioni da una a più fake news. La maggior parte credeva ad esse, così come crede alle notizie che più si avvicinano alle sue opinioni personali, vere o false che siano.

L’occhio ora è puntato alle elezioni europee, ritenute cruciali per le forze politiche in gioco e per gli osservatori internazionali. Il timore che le fake news possano deviare la scelta consapevole degli elettori è tanta. Julian King, Commissario europeo per la Sicurezza dell’Unione, ha dichiarato: “Non possiamo permetterci di aspettare il giorno dopo le elezioni e scoprire che avremmo dovuto e potuto fare di più” per contrastare il diffondersi della disinformazione.

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