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Capo della Polizia Gabrielli: “Saviano? Accuse ingiuste. Polizia garanzia di tutti i cittadini”

Non sono andate giù le parole di Roberto Saviano a Franco Gabrielli, capo della Polizia: dopo che lo scrittore campano aveva definito il corpo di polizia di essere un servizio d’ordine asservito al Ministro dell’Interno Salvini, Gabrielli è intervenuto per smentire quest’accusa. La Polizia è una forza dello Stato, a garanzia di tutti i cittadini che è bene non includere in polemiche politiche.

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La polemica con Saviano

Era l’8 maggio quando Saviano, su Twitter aveva definito la Polizia il “servizio d’ordine” del Ministro degli Interni, pronto a sequestrare striscioni, telefonini ai manifestanti al corteo antifascista di Casal Bruciato. Immediata, tramite le parole del capo della Polizia Franco Gabrielli la replica risentita per accuse ritenute “ingiuste e ingenerose perché coinvolgono la Polizia in una polemica politica che non ci appartiene”, come spiega in un’intervista al Corriere della Sera.

Roberto Saviano

@robertosaviano

Parole ambigue dal su per non indispettire i cani feroci di che minacciano donne e bambini. E la @poliziadistato, che sequestra striscioni e telefonini, ridotta a servizio d’ordine per la campagna elettorale di un partito. Che pena

3.163 utenti ne stanno parlando

Gabrielli, in vista dell’imminente tornata elettorale europea, invita ad abbassare i toni per evitare di alimentare tensioni inutili, ricordando di non “coinvolgere nelle dispute quotidiane istituzioni di garanziacome la nostra, tirandole da una parte o dall’altra”. E a proposito della reazione del corpo di Polizia su Twitter, in risposta a quello di Saviano, Gabrielli la definisce come un sacrosanto diritto da parte di un’amministrazione di smentire affermazioni false.

Gabrielli: “Se ministro chiedesse di superare lecito presenterei dimissioni

Il Capo della Polizia assicura che Salvini non abbia mai chiesto nulla “di
di contrario alla legge
 e proprio per questo motivo non nasconde la propria amarezza per le situazione in cui “si tira per la giacca la mia amministrazione chiedendomi di essere ciò che non posso essere: io sono un funzionario dello Stato, non un politico“. E sulla presenza e l’intervento di Polizia ai cortei di Salvini, Gabrielli ricorda come non ci siano comizi senza contestazioni e che, nonostante la presenza delle forze dell’ordine, il diritto di manifestare non sia mai stato tolto. “Quando si verificano situazione di potenziale turbativa”, spiega ancora, “spetta al funzionario in strada fare le valutazioni del caso ed evitare che possano provocare conseguenze”.

Una posizione di neutralità, a garanzia di ogni cittadino, che Gabrielli sottolinea assicurando che se un qualsiasi ministro “chiedesse di superare il confine del lecito, […] il mio dovere non sarebbe di fare un proclama o un’intervista, ma di rassegnare le dimissioni. Un esempio è stato la protezione della famiglia rom di Casal Bruciato osteggiata da vicini e Casa Pound per aver ottenuto un appartamento, per Gabrielli un chiaro segnale della cura che la Polizia riserva a qualsiasi cittadino. Il capo della Polizia, peraltro, bolla come inquietanti i segnali di antisemitismo, razzismo e xenofobia, tanto da ricordare la necessità di monitorare e reprimere questi “rigurgiti di neofascismo“.

Proteste di Casa Pound a Casal Bruciato (Credits: LaPresse)

In occasione dell’intervista, Gabrielli coglie l’occasione per ribadire l’impegno della Polizia nella lotta alla criminalità organizzata, dove gli agenti cercando “fare il possibile nei limiti e nella limitatezza dei mezzi a disposizione“. Da Foggia a Napoli, passando per la Sicilia, la priorità è estirpare le mafie per l’Italia intera.

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