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Taglio del bonus baby sitter: chi ci perde

Il sussidio che consentiva di ricevere fino a 3600 euro per sei mesi è stato cancellato dal Governo. A scapito delle mamme che potevano scegliere più serenamente di non rinunciare al lavoro

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Erano cinque anni che le mamme lavoratrici italiane, una volta partorito, potevano scegliere se accettare il congedo maternità dalla propria azienda per massimo undici mesi (con una riduzione fino al 70% dello stipendio se percepito entro i primi sei anni di vita del bambino, gratuito se usufruito tra il sesto e il dodicesimo anno) oppure accedere al bonus baby sitter, un sussidio pubblico che consentiva di ricevere fino a 600 euro al mese per contribuire alle spese della baby sitter o per pagare la retta dell’asilo nido per il proprio bambino, il tutto per un massimo di sei mesi (fino dunque a 3600 euro). Il governo ha però cancellato questo Bonus dalla legge di bilancio per il 2019. Quindi per chi lo ha chiesto nel 2018 l’ultimo mese utile per poterlo usare è dicembre 2019.

Ovviamente si sono alzate subito le voci di protesta dell’opposizione che ha attaccato con forza la cancellazione di questo sussidio per le famiglie e in particolar modo per le donne lavoratrici. Alla base del dissenso c’è il fatto che l’importo complessivo del bonus baby sitter fosse economicamente rilevante tanto da consentire alle donne che non si potevano permettere di lasciare il lavoro, di avere un sussidio di non poco conto e quindi di non dover scegliere (per ragioni economiche) di lasciare la propria occupazione.

Gli altri strumenti a sostegno delle nascite sono infatti solo parzialmente compensativi. Il Governo nella finanziaria ha, per esempio, confermato il “premio alla nascita”, una “una tantum” di 800 euro per ogni bimbo nato o adottato. Si può richiedere e ottenere entro il settimo mese di gravidanza o alla nascita, adozione o affidamento che preceda l’adozione. È un bonus che però esisteva anche prima.

È stato invece incrementato il bonus asilo nido, da 1000 a 1500 euro annui una tantum, fino al 2021. Funziona nel seguente modo: viene erogato mensilmente fino a un massimo di 136,37 euro per 11 mensilità che vengono rimborsate per ogni retta pagata e certificata. Indubbiamente una misura utile ma di gran lunga inferiore al bonus baby sitter.

In risposta alle critiche, il governo ha poi fatto alcune promesse, dichiarando di aver già inserito in finanziaria un nuovo pacchetto di sussidi tra cui un aumento del congedo parentale per i papà da 4 a 5 giorni al 100% dello stipendio e la conferma del “bonus bebé” di 960 euro per le famiglie con un reddito inferiore a 25 mila euro (il doppio se il reddito è fino a 7 mila euro) e di pensare ad altre misure compensative dell’abolizione del bonus baby sitter come uno sconto de 50% sull’acquisto di pannolini. Sempre che i soldi si trovino. In un momento di crescita pari allo zero.

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