fbpx

Notizie Libere 24

Le notizie piu interessanti del momento

FLAT TAX: I DUBBI SUI COSTI E SULL’EFFICACIA

La riforma della tassazione sul reddito voluta dalla Lega peserebbe sulle casse dello Stato per almeno 15 miliardi. Tasserebbe il reddito famigliare e non individuale con il rischio di una riduzione della spesa pubblica e dell’incentivo a non lavorare.

loading...

Avviato il reddito di cittadinanza (http://changes.unipol.it/society/Pagine/basic-income.aspx), con tutte le problematicità e i punti di domanda sulla sua efficacia futura, e la tassazione fissa al 15% per le partite Iva fino a 65 mila euro, si torna a parlare di una nuova forma di sostegno agli italiani attraverso la riduzione delle aliquote Irpef sul reddito. E se il primo provvedimento tende una mano alla fascia più povera della popolazione mentre il secondo guarda con favore ai liberi professionisti, il terzo (per come sta prendendo forma) si rivolge per lo più al ceto medio.

Stiamo parlando della rivoluzione chiamata Flat Tax, ovvero dell’introduzione di una o due aliquote “piatte” (flat), uguali per tutti, al posto delle cinque con cui vengono scaglionati (e tassati) i nostri redditi. Un sistema che, secondo i sostenitori, porterebbe all’inizio molti meno soldi nelle casse dello stato che poi però ne beneficerebbe perché oltre a far emergere tanto nero, farebbe ripartire i consumi e gli investimenti.

È uno degli obiettivi della Lega Nord che in realtà della flat tax ha sempre fatto un suo strumento di lotta dai tempi dell’opposizione di centrodestra. Ora il vicepremier e Ministro dell’Interno Matteo Salvini è tornato con forza a chiederne l’introduzione in un dialogo serrato con il Ministro dell’Economia Tria che è però spaventato dai costi: si parla di 15 miliardi in alcuni casi e di 60 in altri. Ma quali sono le cifre corrette?

15 o 60 MILIARDI?

In realtà entrambe. Bisogna però capire a cosa ci stiamo riferendo. La flat tax originaria, sbandierata dalla Lega negli anni come soluzione alla ripresa dei consumi degli italiani e inserita nel programma attuale di governo, prevede una prima aliquota del 15% per tutti i redditi famigliari (non individuali) fino a 80 mila euro e una seconda aliquota del 20% per tutti i redditi famigliari da 80.001 euro in su. Un meccanismo che consente importanti risparmi soprattutto ai più ricchi (oggi l’aliquota Irpef per redditi individuali fino a 75 mila euro arriva al 41% mentre oltre i 75 mila euro è del 43%) e che proprio per questo motivo è stato giudicato anticostituzionale (la nostra Costituzione infatti, prevede che il sistema dei tributi debba essere ispirato a criteri di progressività). Il costo di questa flat tax ammonterebbe a una cifra da capogiro di circa 60 miliardi.

Proprio per questo, la formula allo studio ora sarebbe di dimensioni inferiori. Nei progetti della Lega, infatti, secondo quanto dichiarato negli ultimi giorni dal sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri, ci sarebbe una flat tax al 15% per redditi famigliari fino a 50 mila euro e il mantenimento delle aliquote attuali per quelli superiori (38% fino a 55 mila euro, 41% fino a 75 mila euro, 43% oltre i 75 mila euro). In questo modo, ad avere i vantaggi maggiori sarebbe chi dichiara tra i 30 e i 50 mila euro, il ceto medio. Questa formula costerebbe allo stato tra 15 e 17 miliardi.

I DUBBI

I detrattori della flat tax, oltre a recriminarne l’anticostituzionalità, contestano il fatto che liberare reddito con una minore imposizione in modo non progressivo porti effettivamente a un beneficio economico. Per un motivo semplice: avere minori entrate fiscali in un Paese con un’elevata spesa pubblica (come l’Italia) significherebbe nei primi anni ridurre questa spesa e quindi i servizi, a partire dalla sanità. Non è un caso, infatti, che la flat tax oggi resista in paesi dove la spesa pubblica è bassa. Inoltre, l’introduzione della tassazione non sul reddito individuale ma su quello famigliare porta con sé il disincentivo a dichiarare più di 50 mila euro, soglia oltre la quale si tornerebbero a versare le aliquote Irpef attuali. Il che significa invogliare uno dei componenti della famiglia a non lavorare (soprattutto le donne) oppure a farlo ma senza dichiarare.

loading...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *