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C’è una città italiana che difende per legge le attività storiche dei commercianti italiani. Eccola

E’ la prima città italiana che difendere le attività storiche dei commercianti italiani per legge. Eccola

Da bambini quante volte andavate a fare la spesa per i vostri genitori? Quanti negozi vi sono rimasti nel cuore? Quante attività commerciali ricordate con piacere? L’alimentari, il calzolaio, il meccanico, la bottega del presepe, l’elettricista e tanti altri. Sono parte della nostra infanzia e della nostra vita. Ci ricordano colori, odori, giornate e serate in compagnia dei parenti, degli amici, nel nostro quartiere, nella città o in un piccolo borgo o paese. La maggior parte di quelle attività oggi sono chiuse, scomparse, cedute o sostituite da negozi di alimentari in mano a negozianti indiani, bengalesi o cingalesi. Altre attività invece sono in mano ai cinesi che aprono attività di vendita commerciale di oggetti elettronici, per la casa e per la persona.

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Il problema riguarda tutta Italia: da nord a sud, peggio ancora altre attività chiudono e rimane soltanto una serranda abbassata. Le città, i quartieri, diventano sempre più vuoti e sopratutto le periferie perdono vitalità.

Sarebbe da dire “si stava meglio quando si stava peggio”, ma questa affermazione è approssimativa ed illusoria. La realtà è che bisogna aiutare quelle attività storiche a rimanere aperte, in particolare quelle degli artigiani o quelle che sono simbolo di una zona e delle gente che ci abita. Per questo una delle città più importanti d’Italia ha deciso di fare una coraggiosa legge comunale.

FIRENZE: Investimenti per chi tiene aperte le attività storiche e stop alla cessione di botteghe per aprire altri tipi di attività

Prima nel suo genere Firenze, con il coraggio del sindaco Dario Nardella, ha deciso di investire risorse per tutelare le botteghe storiche e le attività commerciali che sono simbolo della città fiorentina. Un modo per non far sostituire tutte queste attività commerciali da mini-market o bazar, rovinando così il decoro e la storia di una città unica.

Da un lato quindi più investimenti e dall’altro un regolamento innovativo. Il Comune approva quindi un nuovo regolamento per la tutela delle botteghe e delle attività storiche il nuovo regolamento mira a fermare le trasformazioni e mette un freno alla rendita, considerando le attività storiche come elementi del patrimonio culturale cittadino. Le nuove norme introducono un divieto di trasformazione alle attività storiche in relazione ad alcuni elementi che l’amministrazione è interessata a tutelare e che saranno individuati per ciascun esercizio da una apposita commissione tecnica.

Era da tempo infatti che molti cittadini si lamentavano che attività storiche, situate sopratutto in centro, erano sostituite dal giorno alla notte da attività che nulla c’entravano con l’attività precedente. Minimarket che prendevano piede e diventavano il ritrovo per fare baldoria fino alla tarda ora.

 

 

 

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