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La manovra bis che servirà all’Italia

 

La Commissione Europea taglia le stime di crescita sul nostro Paese dall’1,2% allo 0,2%. Significano circa 8 miliardi di euro in meno di ricchezza. E la necessità di rivedere le misure per il 2019.

Ogni giorno una cattiva notizia. Siamo in recessione tecnica e questo lo sapevamo, dopo che l’Istat ha indicato in -0,2 la percentuale di crescita dell’ultimo trimestre dell’anno in seguito al -0,1% del trimestre precedente. Ma questa volta lo schiaffo all’ottimismo del premier Conte che solo pochi giorni fa parlava di un 2019 che sarebbe stato comunque “bellissimo” per il nostro Paese, è arrivato dalla Commissione Europea che nel suo rapporto sulle previsioni economiche per l’anno in corso ha fatto un disegno a tinte fosche complessivo (la crescita nell’intera zona euro calerà dall’1,9 all’1,3% nel 2019 e dall’1,7 al 1,6% nel 2020) allargando però la lente sull’Italia dove “l’elevata incertezza politica” potrebbe accentuare una situazione già difficile.

I numeri sono impietosi: l’Italia, secondo la Commissione, crescerà solo dello 0,2%, ovvero l’1% in meno rispetto a quanto previsto a novembre. Non solo: due punti percentuali in meno della Grecia e della Spagna. Siamo il fanalino di coda dell’Europa. Significa che alla fine dell’anno potrebbero mancare all’appello oltre 8 miliardi di euro.

Dunque, riepilogando: a novembre Governo Italiano e Ocse tagliavano le stime di crescita all’1% dall’1,5%, Banca d’Italia e Fondo Monetario Internazionale al +0,6% dal +1%, la Commissione Europea al +0,2% dal +1,2%. A queste si è aggiunta anche la Commissione parlamentare di bilancio che ha indicato una crescita limitata al +0,4%. C’è poco da essere ottimisti.

Anzi. Le voci, già circolate insistentemente nelle settimane scorse, sulla necessità di una manovra bis a metà anno per cercare di trovare da qualche parte i soldi che verranno meno nel 2019 data la minore crescita stimata, si fanno sempre più insistenti, nonostante le costanti smentite che arrivano da Palazzo Chigi dove tutte le attenzioni sono ora rivolte alle elezioni europee del prossimo maggio. La campagna elettorale incombe, per questo è impensabile che reddito di cittadinanza, quota 100 e altre misure vengano messe in discussione ora. Non converrebbe né alla Lega né al M5S.

Il fatto però è che tutti i numeri della Manovra del 2019 si basano su un dato: la previsione di crescita dell’1% stimata dal Governo. Se questa non venisse confermata, saranno dolori. Perché mancheranno i soldi necessari a sostenere tutte le misure economiche contenute nella finanziaria. È per questo che la resa dei conti è solo rinviata. Al più tardi a giugno. Quando, elezioni europee concluse, bisognerà correre ai ripari.

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