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Puericultrice: se non ci fossero state le telecamere nessuno avrebbe mai potuto immaginare quello che ha fatto

Puericultrice: se non ci fossero state le telecamere nessuno avrebbe mai potuto immaginare quello che ha fatto.

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Puericultrice

Emil Kowaczwa, è una puericultrice, che ha svolto per  tanti anni le sue mansioni, presso l’ospedale di Sofia. Nessuno avrebbe mai immaginato, di cosa questa donna fosse capace. Grazie alle telecamere, è venuta fuori la vera natura di questa persona. Fino al momento della scoperta  era stata ritenuta da tutti una ottima professionista.

Nessuno poteva crederci…

Nessuno immaginerebbe mai, che una puericultrice, che dovrebbe essere un angelo con i bambini a lei affidati, potesse essere così spietata, sopratutto con un bimbo venuto al mondo da appena 4 giorni.

Probabilmente no, tutti stenterebbero a crederci. Tuttavia, anche se è difficile persino pensarci, ci sono persone che compiono questi atti così abominevoli..

La registrazione

Il fatto è avvenuto alla luce nel 2015, dopo che in ospedale furono istallate delle telecamere nascoste. Nel filmato è chiaramente visibile il comportamento assurdo di questa donna, nei confronti del piccolo Nikol Ditrova di appena 4 giorni.

La madre del piccolo avendo subito un intervento cesareo, era ricoverata presso un’altra struttura.

Il perchè

Emil ha dichiarato agli inquirenti di aver avuto un simile comportamento nei confronti di Nikol, dopo che il piccolo aveva pianto in continuazione e il suo pianto aveva più volte svegliato tutti i bimbi presenti nel reparto. Durante l’indagine, altri fatti spaventosi emersero.

Esperti criminali  stabilirono che Nikol non  fu solo picchiato con pugni e schiaffi, ma fu anche ripetutamente colpito con una bottiglia. Il bimbo subì delle lesioni talmente gravi da minacciare la sua stessa giovane vita. Riportò un ematoma e un forte edema celebrale.

 

Arresto

Quando la verità venne alla luce, Emil Kowaczwa fu  immediatamente arrestata. In tribunale, i suoi difensori spiegarono, che la loro cliente era “frustrata” perché Nikol, con il suo pianto ininterrotto, stava svegliando tutti gli altri bambini presenti nel reparto di neonatologia  e lei era esausta perchè aveva fatto un turno di 24 ore. La corte la condannò a 18 anni di reclusione, da scontare agli arresti domiciliari

“Non mi sento in colpa”

La corte decise che la donna avrebbe dovuto espiare la sua pena presso la propria abitazione, in quanto era la sola che poteva accudire e provvedere sia ai suoi figli, che ai suoi anziani genitori. Emil, recentemente, ha ritenuto però eccessivi anche gli arresti domiciliari, per cui tramite i suoi avvocati, ha presentato una nuova istanza di appello, presentando certificati medici che attestano che non è in grado di poter affrontare i domiciliari in quanto affetta da esaurimento.

Per questo motivo la pena a lei ascritta, andrebbe ulteriormente ad aggravare il suo stato di salute.  Questa richiesta, tuttavia, è stata respinta. Emil Kowaczwa stessa, in un’intervista con i media locali, ha sottolineato:“Non mi sento in colpa” .

I genitori

I genitori dal canto loro, hanno chiesto una nuova revisione del processo ed un risarcimento per i gravi danni subiti dal piccolo. A  distanza di tre anni da quella tragica notte, il bambino, ha iniziato a soffrire di forti crisi epilettiche. I medici che hanno in cura il piccolo, hanno ribadito che l’attuale stato di salute di Nikol, sia da attribuire alle conseguenze riportate dal vile attacco che la puericultrice mise in atto nei suoi confronti.

di vera santoro

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