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Salvini Insorge Dopo l’Aggressione al Commissario da Parte di Immigrati: Ora ve la Vedete con Me

“Siamo alla follia. A Catania, il commissario di polizia Nuccio Garozzo è stato aggredito a sangue in casa propria da una banda di immigrati”, uno dei quali “in Italia per ‘motivi umanitari'”. Così il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini commenta sui social network la notizia dell’aggressione al commissario di polizia a Catania durante un tentativo di furto da parte di due stranieri.

Il post completo recita: “Siamo alla FOLLIA. A Catania, il commissario di polizia Nuccio Garozzo è stato aggredito a SANGUE in casa propria da una banda di immigrati, uno dei quali è un gambiano in Italia per “motivi umanitari”. Tutta la mia solidarietà al commissario, che ho appena sentito al telefono e che dovrà convivere con 80 punti di sutura. Per questo presunto profugo invece nessuno sconto, espulsione immediata. Con il decreto sicurezza qualsiasi richiedente asilo che commette un reato in Italia verrà cacciato dal nostro paese, senza eccezioni. Chi ci porta la guerra in casa non è il benvenuto. Ps. Se si fosse anche difeso, il poliziotto ora sarebbe indagato. Una legge GIUSTA sulla legittima difesa che tuteli gli aggrediti e non gli aggressori è una nostra priorità.

Qui il link al post di Twitter.

I due ladri hanno ferito con una lametta il poliziotto che ha reagito al tentativo di rapina in casa sua dove erano presenti la moglie e la figlia rimaste illese ma ovviamente sotto choc. Il commissario ha riportato ferite di arma da taglio su diverse parti del corpo, curate con 80 punti di sutura nell’ospedale Vittorio Emanuele, da dove è stato dimesso, giudicate guaribili in 20 giorni.

Anche sindacati di polizia hanno espresso la loro preoccupazione e rabbia: «La rapina in cui è stato gravemente ferito un nostro collega, commissario di Polizia in servizio a Catania ed a cui va tutta la nostra solidarietà e vicinanza, ci porta a dover ribadire l’importanza di una seria riflessione in merito alla certezza della pena – ha detto il portavoce dell’Associazione funzionari di polizia (Anfp) Girolamo Lacquaniti -. I precedenti a carico dell’uomo arrestato dopo che aveva cercato la fuga buttandosi dal balcone e rimanendo ferito confermano che la mancanza di un effettivo ed adeguato periodo di detenzione produce, in chi delinque, una inesorabile tendenza alla recidiva. Per questo riteniamo che serva urgentemente rivedere le norme che attualmente, di fatto, rendono molti reati privi di effetti concreti in termini di limitazione della libertà personale. Occorre un freno – ha concluso Girolamo Lacquaniti – ad un diffuso senso di impunità che dà forza a chi delinque e, conseguentemente, alimenta nei cittadini un senso di insicurezza e di frustrazione».

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